I migliori drama 2017 delle principali emittenti televisive coreane

Quest’anno voglio fare una classifica dedicata anche alle principali emittenti televisive coreane, perché sapete che vi dico?? E’ anche giusto dare un riconoscimento a questi poracci che si sbattono tutto l’anno per intrattenere le “desperate housewife” di Corea, caspiterina!

Quindi, bando alle ciance, ho fatto un resoconto dei “capolavori” prodotti da MBC, TVN, SBS, OCN e KBS e per ognuno di queste emittenti mi sono permessa di eleggerne il migliore dall’alto della mia onniscienza!

Il miglior drama 2017 della MBC

La MBC è un canale nazionale coreano (Munhwa Broadcasting Corporation), quest’anno ha trasmesso due dei più bei drama che ho visto (entrambi infatti rientrano nella mia classifica di migliori drama 2017).

Sono Weightlifting Fairy Kim Bok Joo The King Loves

In realtà, la prima puntata di Weightlifting Fairy Kim Bok Joo è stata trasmessa in Corea a novembre 2016, tuttavia il drama è finito a gennaio 2017, e come chi mi legge sa, nelle classifiche di fine anno considero solo i drama conclusi nell’anno in corso, dato che non posso esprimere un giudizio su un drama non completato.

Detto ciò, credo di poter dire con una certa fermezza che, il miglior drama dell’anno della MBC sia stato The King Loves, che ho preferito per intensità e ambientazione storica.

Miglior Drama MBC 2017 -The King Loves

 

Il miglior drama 2017 della TVN

Passiamo alla tanto amata TVN (Total Variety Network), canale televisivo di intrattenimento generale sudcoreano.

Quest’anno la TVN ci ha regalato diversi drama carucci tra cui: Bride of the Water God e Goblin.

Ora, capirete bene che non c’è storia. Anche se questa emittente televisiva sforna drama a morire e potremmo star qua ad elencarli all’infinito, il miglior drama dell’anno della TVN è e sarà per sempre Goblin, per ovvie ragioni che chiunque di una discreta sanità mentale comprende ampiamente 😀

Miglior drama TVN 2017 – Goblin

 

Il miglior drama 2017 della SBS

La SBS (Seoul Broadcasting System) è uno dei canali radiotelevisivi coreani più famosi, e quest’anno ci ha dato la possibilità di allietare le nostra giornate nientedimeno che con While you were sleeping e Romantic Doctor Kim.

Entrambi i drama mi sono piaciuti molto, tuttavia trovo che i coreani siano un po’ carenti nei medical drama. Dico questo perché li trovo spesso approssimativi e poco attenti ai dettagli, e io che sono fan di Grey’s Anatomy, non posso apprezzare chi riduce un’operazione in una diretta tv in salotto o chi, facendo finta di operare la cistifellea, poco gli importa se si trova nell’addome o nel cervelletto. Pertanto, il miglior drama dell’anno della SBS, a parer mio, è While You Were Sleeping!

Miglior Drama SBS 2017 – While You Were Sleeping

 

Il miglior drama 2017 della OCN

L’OCN (Orion Cinema Network) è un canale sudcoreano che trasmette principalmente film, i più vecchi durante la giornata, i più recenti in prima serata e molte serie televisive d’oltreoceano, in particolare americane.

Questa emittente televisiva quest’anno ci ha proposto due bei drama diversissimi: My Secret Romance e Tunnel.

Il canale in genere si dedica ai drama polizieschi ma quest’anno ha voluto deliziarci anche con il suo primo show romantico che è ovviamente My Secret Romance con quel figo di Sung Hoon che ha la capacità di annullare completamente il cervello umano femminile, cosicché a fine drama, non ti ricordi neanche se la storia si ambientasse in Corea o a Gerusalemme. Tuttavia, mentre la trama di My Secret Romace è leggermente banale e rivista, quella di Tunnel l’ho trovata più ben fatta e avvincente. Per questo, il miglior drama dell’anno della OCN è Tunnel (che non me ne voglia Hoon-ino mio!)

Miglior Drama OCN 2017 – Tunnel

 

Il miglior drama 2017 della KBS

KBS (Korean Broadcasting System) è il servizio di trasmissione internazionale della rete televisiva sudcoreana.

Quest’anno, questo importante canale televisivo, ci ha allietato con: Queen for seven days e Hwarang.

Hwarang mi è piaciuto, e trovo Go Ra sempre molto simpatica, ma la storia a mio avviso, è mancata di pathos, portando ad un risultato un po’ troppo piatto. Per questo e per lo straordinario fascino della Regina Dangyeong, il miglior drama dell’anno della KBS è Queen for seven days!

Miglior Drama KBS 2017 – Queen for seven days

 

Siete d’accordo con me? Ditemi la vostra nei commenti!

Bride of the Water God: c’è qualquadra che non cosa. Drama-Spoiler!

Quanti di voi hanno seguito l’ultimo k-drama di Nam Joo Hyuk? E quanti, pur trovandolo piacevole, hanno avvertito quella fastidiosa sensazione che c’era qualcosa che non quadrava?

Ebbene, l’ho provata anche io, e vi dirò cos’era secondo me. Se ancora non avete visto questo drama, vi consiglio di passare a leggere Bride of The Water God: questa cosa della sposa ci sta sfuggendo di mano, perché questo è un drama spoiler!

Bride of the Water God

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Bride of the Water God: questa cosa della sposa ci sta sfuggendo di mano!

Salve drama fans! Ho appena terminato l’ultima “chicca” prodotto dalla Corea del Sud, Bride of the Water God.

Allora, dovete sapere che quando qualche mese fa ho visto le prima pubblicità di questo nuovo kdrama di Nam Joo Hyuk, la prima cosa che mi ha colpito è stato il nome: la sposa del Dio dell’Acqua. Ora io non voglio fare questioni, ma converrete con me che la mente vola a Goblin molto, anzi troppo, facilmente.

Poi qualche giorno fa ho iniziato a vederlo, e il mio timore a poco a poco si è fatto realtà. Il drama è piacevole ma poteva essere fatto meglio.

Il mio voto è 6.8

Bride of the Water God

Ritengo che i motivi principali per cui il drama, pur essendo caruccio, non ha conquistato il cuore dei sud coreani, siano principalmente due. In primis il modo estremamente forzato con cui si è voluto imitare Goblin, in secundis gli effetti speciali, che soprattutto negli ultimi episodi, fanno cadere proprio le braccia per terra.

 

Bride of the Water God | La trama

Il drama parla del Dio Del Regno dell’Acqua, Nam Joo Hyuk, che, nato per diventare Sovrano del Regno degli Dei, viene mandato sulla terra per cercare le tre pietre divine che gli permetteranno di essere incoronato. Nel cadere sulla terra, perde la mappa per poter rintracciare le pietre, e perde i suoi poteri. Per questo, si metterà alla ricerca del servitore degli Dei, un umano appartenente ad una famiglia che ha giurato di servire gli Dei per tutte le generazioni avvenire. In questo tempo, in questo secolo, il servo degli Dei è una donna, Shin Se Kyung.

Devo dire che l’ambientazione basata su questo mezzo olimpo asiatico, con divinità egocentriche e fanatiche mi ha ricordato vagamente Pollon e quindi ben venga, perché come si suol dire: sembra talco ma non è, serve a darti l’allegria!

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Tuttavia ho trovato la trama piena di lacune, di fatti narrati senza capo né coda, e personaggi inseriti nella storia senza che se ne capisca la ragione. Vi dirò che tre o quattro volte mi sono persa e ancora ora sei o sette cose non le ho afferrate…

Alla trama do un 6.5

Bride of the Water God | I personaggi

Ha Baek (Nam Joo Hyuk) è il prescelto, il Dio di tutti gli Dei, il bello, il divino, l’incommensurabile. Joo Hyuk lo trovo davvero molto carino, tuttavia forse la parte del Dio gli si addiceva poco. Mingherlino, con la faccia liscia di un bambino, non mi dava l’impressione del capo degli dei, mentre era perfetto nel ruolo del principe artista/figlio dei fiori in Moon Lovers. Inoltre la sua interpretazione del Dio era mono-facciale, mono-emotiva, mono-espressiva. Bene ma non benissimo.

Il mio voto è 6.5

Yoon So Ah (Shin Se Kyung) è un neuropsichiatra, nonché serva degli Dei. Le casca addosso questa sciagura e lei mi sembra stia lì senza capire una cippa. Diciamo che il suo modo di recitare non mi fa impazzire. Come anche in Iron Man, mi appare molto forzata ed esagerata nei modi, per non parlare della sua risata particolarmente spontanea. Ovviamente è lei la cosiddetta sposa del Dio, che per non farci venire in mente la sposa del Goblin, ce ne vuole…

Il mio voto è 6

Moo Ra (Krystal Jung) è la Dea dell’acqua, vendicativa, bellissima e superba come solo le dee possono essere. Vi dirò, mi è piaciuta molto. Nel corso delle puntate acquista un particolare humor nero che non mi è dispiaciuto, e poi ho un debole per le fanatiche alla Blair Waldorf.

Le do un 7

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Bi Ryum (Gong Myung) è il Dio del Cielo. Passa le giornate a lanciarsi dai grattacieli e a conquistar donne. Anche lui, tutt’altro che gentile, ma affascinante quanto basta. Aspettavo che da un momento all’altro spalancasse la porta e appoggiandosi al muro con disinvoltura dicesse: sono Bass, Chuck Bass. 

Gli do un 6.8

Vi dirò, se la trama fosse stata meno esasperata sulla falsa riga di Goblin, avrei dato al drama qualche punto in più. Ma che senso ha scopiazzare un altro drama? Mah.

E voi lo avete già visto? Allora passate a leggere Bride of the Water God: c’è qualquadra che non cosa!

Reply 1988-1994-1997: avessi azzeccato un marito!

Finalmente ho finito la trilogia, se di trilogia si può parlare.

Non uno, non due ma ben tre tuffi negli anni ottanta e novanta di una Repubblica di Corea ancora giovane. Ebbene sì parlo di Reply 1988-1994-1997.

Reply 1997 – Reply 1994 – Reply 1988

Dato che ormai mi sono messa con anima e corpo a guardali, perlomeno debbo farne una appropriata analisi comparativa che Piero Angela levati proprio.

Ho voluto vedere i tre drama in ordine cronologico, nella mia maniacale fissa per la precisione da prima della classe frustrata. Quindi ho iniziato questo piacevole percorso con Reply 1988 poco più di un anno fa.

Vi dico da subito che questo é il drama che tra i tre ho preferito in assoluto, seguito poi da Reply 1994 e infine Reply 1997 che ho finito, ahimé, a gran fatica. Con obiettività, vi dirò che sia Reply 1988 che Reply 1994 sono così lenti ma così lenti che a confronto Anna Karenina di Tolstoj é un carnevale di Rio. Tuttavia, proprio questa lentezza, cura dei dettagli e descrizione dettagliata delle emozioni mi hanno sciolto il cuore. Questa peculiarità manca in Reply 1997 dove i fatti si avvicendano con la stessa velocità dei corvi dopati dell’ultima serie del Trono di Spade.

Conseguenza?

Non sono riuscita ad immedesimarmi nelle storie dei personaggi, né ad affezionarmi a loro.

Via col vento!

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Per questo stesso motivo, sono pienamente cosciente che la versione del 1997 sarà molto più apprezzata dai giovanissimi o chi non ama perdersi in quisquiglie.

In Reply 1988, ho adorato la descrizione delle diverse famiglie. In Reply 1994 appare un’unica coppia di genitori (meravigliosi), in Reply 1997 una mezza coppia di genitori (sono molto marginali).

Nella versione degli anni ottanta ci sono ben due coppie e due genitori spaiati!! Ognuno di loro è un personaggio meraviglioso.

6 genitori, 6 stili, 6 anime gentili, ma soprattutto 6 sagome da far morire dal ridere..!!!!

Il top.

Cosa non mi é piaciuto di Reply 1988?

La fine. La scoperta del marito di lei mi ha lasciata insoddisfatta e inoltre anche la protagonista femminile, Duk-Sun, l’ho trovata in diverse occasioni eccessivamente stupida.

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Passiamo a Reply 1994 di cui ho amato l’ambientazione in una pensione. In pratica il mio sogno da bambina! Tanti ragazzi sotto lo stesso tetto a condividere gli anni più belli.

Meraviglioso.

Reply 1994

Se però ho premiato la lentezza prima, in questo caso devo annoverarla tra i difetti. Ho trovato Reply 1994 più lento e quindi in certi punti più noioso di Reply 1988. Credo che questa impressione dipenda non tanto dall’effettiva maggior lentezza nella trama, ma da una storia d’amore più scontata, che da quando mondo é mondo é uguale a noia.

In Reply 1988 bene o male, non c’é una netta propensione verso un personaggio maschile piuttosto che un altro, almeno fino alle ultime puntate. Invece in Reply 1994 c’é eccome e da subito…. e che noia! Tuttavia la protagonista femminile, Sung Na-jung, mi è piaciuta molto di più (anche perché amo Go Ara).

Di Reply 1997, in verità non mi é piaciuto quasi niente, tranne i capelli stupendi di lei <3

Shi-won

I fatti vengono raccontati con troppa superficialità, senza andare a fondo. Sono d’accordo che le altre due versioni siano state troppo lente, ma qui non si conoscono mezze misure O.o

Gli anni al liceo volano senza che ci abbia capito un tubo. La “contesa” amorosa della fanciulla é completamente ridicola a mio avviso, per mancanza di trasporto, coinvolgimento e tutto l’ambaradan che ne viene dietro.

Mah.

Inoltre, alla quasi assenza delle figure genitoriali così ben sviluppate nelle altre due versioni, si aggiunge un altrettanto superficiale sviluppo degli stessi protagonisti!! Mentre nelle prime due versioni, una volta finite, puoi avere in mente ben chiara la personalità di ogni singolo ragazzo protagonista, ogni sua fissa, e ogni suo curioso atteggiamento, quando ho finito Reply 1997 non mi é rimasto niente di tutto ciò. Ancora ora i protagonisti mi sono completamente sconosciuti, fatta forse eccezione per Sung Shi-won e Yoon Yoon-je.

Reply 1997

Concludo dicendo che… in nessuna versione (eccetto Reply 1997) ha “vinto” il ragazzo che preferivo!!! Quindo bene ma non benissimo!!

 

IL PAGELLINO

 

Miglior ambientazione:

1° posto Reply 1988-1994 (pari merito)

Miglior protagonista femminile

1° posto Reply 1994

3° posto Reply 1988

Migliori personaggi

1° posto Reply 1988

2° posto Reply 1994

Migliori OST

1° Posto Reply 1988

 

P.s. se non volete spoiler sul finale di Reply 1997 vi consiglio di guardarlo prima di Reply 1994!!! Ebbene sì, il regista ha avuto la brillante idea di inserire nelle ultime puntate dalle versione del 1994, uno spoiler di quella del 1997. Geni.

 

Bring it on, Ghost: vedo la gente morta. Drama-Spoiler!

Bring it on, Ghost è un kdrama davvero ben fatto, che unisce insieme un po’ di The ring e un po’ di The grudge e chi più ne ha più ne metta.

Chi non l’ha ancora visto, legga il mio post Bring it on, Ghost è il mio drama consiglio di aprile! perché questo è un drama SPOILER!

Bring it on, Ghost!

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Bring it on, Ghost! è il mio drama consiglio di aprile!

Come si dice? Aprile dolce dormire? Eh bè, per chi ha visto Bring it on, Ghost non penso proprio! Fantasmi sfigurati, occhi sanguinanti e movimenti innaturali di tutte le articolazioni… ragazzi miei, se amate le storie di fantasmi non potete perdervi questo carinissimo kdrama.

Il mio voto è 7.7

Fonte: Viki.com

Bring it on, Ghost!

Chi mi ha spinto a vedere Bring it on, Ghost è lei: Kim So-hyun.

Ho conosciuto quest’attrice in The Moon Embracing the Sun (drama meraviglioso che stra-consiglio!!), dove interpretava una parte un po’ antipatica, lo riconosco. Il fatto però che una ragazzina così giovane fosse così brava a recitare, non era cosa da poco. Da lì ho iniziato a vedere anche altri suoi lavori come School 2015, anche molto carino, e Page Turner.

Ora, rendiamoci conto che questa ragazza ha solo 17 anni! Ripeto 17 anni! Io sono allibita. Lei e Kim Yoo Jung (anche lei 17enne, attrice di Moonlight drawn by clouds  e bellissima e dolcissima protagonista in The Moon embracing the Sun) per me sono le ragazze prodigio della Corea per eccellenza.

Detto ciò, l’estate scorsa esce questo drama con So Hyun e io da subito ho pensato: “Devo vederlo!”. Ci ho messo un po’ per trovare il tempo, ma eccomi qua, e complice la mia passione per l’horror, fantasmi, spettri e soprannaturale di ogni tipo, questo Bring it on, Ghost non poteva che essere il mio consiglio del mese.

Bring it on, Ghost | La trama

Park Bong-Pal è uno studente universitario, un po’ solitario e misterioso. Dietro la sua apparente ben poca socievolezza, si nasconde però un segreto: Bong Pal può vedere i fantasmi. Li vede per strada, seduti ai tavolini del bar, sulle altalene, in metro. 

E qui mi va subito la mente al film Il sesto senso è già sono felice 🙂

Giustamente per arrotondare, uno studente che vede i fantasmi, cosa può fare? L’acchiappa fantasmi! Un giorno, lavorando, incontra lo spettro di una studentessa in divisa scolastica ed è subito scontro! Ma ben presto si renderà conto che questo spettro è diverso dagli altri: non ha memoria, e vuole disperatamente scoprire chi era, dove viveva… ma soprattutto perché è morta. Lei è Hyun-Ji.

Alla trama do un 8

Bring it on, Ghost | I personaggi

Park Bong-Pal (TaecYeon), è chiuso, riservato, solitario. La sua è stata un’infanzia difficile, emarginato da tutti gli altri bambini perché vedeva “cose strane”, crescendo inizierà lui stesso ad emarginare gli altri e a tenerli lontani. Non ha bisogno di chi, quando era piccolo e solo, non ha saputo stargli vicino. 

Il mio voto è 7.5

Hyun-Ji (Kim So-hyun) è un fantasma di una ragazza all’ultimo anno di liceo. La sua gioia e solarità sono in continua lotta con la tristezza che si cela dietro il suo destino. Molto spesso lo spettatore se ne dimentica perché il drama alterna momenti horror a siparietti davvero esilaranti, e la coppia Hyun Ji – Bong Pal è simpaticissima e ben affiatata nella lotta contro i fantasmi. Hyun Ji mi è piaciuta tanto. Così sorridente e ricca dei colori propri della sua età, alla continua ricerca di un vestitino nuovo o di un buon piatto di kimchi. Il suo personaggi non si piange mai addosso, non si abbandona mai alla tristezza, se non in rarissimi casi. Eppure non dimentichiamoci che in lei si nasconde un triste destino: è pur sempre un fantasma di una ragazza morta troppo giovane.

Il mio voto è 8

Monk Myung-Chul (Kim Sang-Ho) è il monaco che veglia su Bong Pal da quando lui era un bambino. Io adoro questo ahjussi, ora posso dirlo dopo averlo visto in diversi drama. L’ho amato in City Hunter e qui ancora di più! Solo in Doctor stranger davvero mi è parso così viscido -.-”’

Il mio voto è 7.5

Occhio alle ost, carine e a volte cantate della stessa Kim So-hyun.

La storia che si cela dietro questi ragazzi è davvero interessante e snocciolata molto bene nell’arco delle puntate. Viene svelata a poco a poco senza fretta e con una piacevole cura per i dettagli.  Se deciderete di guardarlo non ne resterete delusi, se già lo avete visto leggete, invece, il mio post Bring it on, Ghost: vedo la gente morta.

Queen In Hyun’s Man: la Yoo In Na che ti conquista!

Avete presente quel momento in cui scrolli  la pagina di Viki alla ricerca di un drama da vedere e senza pensarci due volte inizi il primo su cui il tuo dito si è fermato e il tuo occhi è caduto?

Così è stato con Queen In Hyun’s Man.

Questo kdrama non è dei più recenti, infatti risale al 2012, e di certo dei più originali, difatti tratta la gettonata storia della Regina In Hyeon (che potete leggere nel mio articolo Queen In Hyun: la vera storia della Regina più nota della Dinastia Joseon). Ma un po’ perché noi siamo occidentali e della cara Regina suddetta non ci ha parlato mai nessuno, un po’ perché la sceneggiatrice ha saputo trovare un punto di vista interessate per riproporre l’intera storia, il risultato è stato alquanto gradevole.

Il mio voto è 7

Fonte: viki.com

Queen In Hyun’s Man | Trama

Come dicevo, questo kdrama del 2012 tratta la storia della Regina In Hyeon di età Joseon, deposta e poi reintegrata nel suo titolo dal Re Suk Jong, e scomparsa in circostanze misteriose.

Quindi penserete: è un drama storico?

Non proprio.

Yoo In-Na interpreta la Regina?

In parte.

Il bello sta nel fatto che la sceneggiatrice Song Jae-Jung (la stessa di W) ha saputo prende un fatto storico, conosciuto dai più e per molti versi ancora alquanto misterioso, e giocare sulle sfumature dell’incertezza storica per ricreare con un pizzico di fantasia e sane credenze popolari un progetto dal retrogusto particolarmente interessante.

L’impronta di W si riconosce subito nel suo vezzoso modo di giocare tra due mondi che si rincorrono.

La storia si snocciola in due epoche: quella Joseon e quella di oggi. Il Re Song Jong allontana la sua consorte, la Regina In Hyun, per congiungersi con una nuova moglie (i tempi cambiano ma certe sane abitudini mai). Kim Boong-Do, devoto servitore della Regina In Hyun, si batterà per proteggere la sua signora dai sostenitori della nuova Regina e reintegrarla nel ruolo che le spetta. La sua serva Yoo Wol, di lui segretamente (ma neanche tanto) innamorata, gli fa dono di un talismano per proteggerlo dalla morte.

Il talismano ha delle potenzialità nient’affatto scontate! Infatti quando Boong Do sta per rimetterci le penne, ecco che PUFF scompare, e in un batter di ciglia si ritrova ai giorni nostri tra grattacieli e smog cittadino. In questo suo “andirivieni” incontra Choi Hee-Jin, attrice agli esordi impegnata a vestire i panni proprio della Regina In Hyun in un drama storico.

La trama mi è piaciuta. Le do un 7.5

Queen In Hyun’s Man | I personaggi

Kim Boong Do (Ji Hyun-Woo) è uno studioso, tutto casa e biblioteca, ma dalle spiccate doti nella lotta. Alto come un pino, sguardo tenero, sorriso scomposto, vive nella bellissima Bukchon e suscita un deciso sentimento di dolcezza, con qualche pizzico di virilità ogni tanto come nelle scene di velata gelosia. Il suo è un bel personaggio.

Il mio voto è 7

Choi Hee Jin (Yoo In-Na), è l’apoteosi della dolcezza e della simpatia. occhioni da cerbiatto con lunghe ciglia, outfit sempre ben curati, movenze femminili ma mai antipatiche o eccessivamente sensuali. Ammaliante sì ma con innocenza. In più, non conta poco il fatto che l’attrice che la interpreta, Yoo In Na, è per me una vera rivelazione. Devo ammettere che fino a qualche giorno fa non nutrivo particolare simpatia per In Na, sicuramente perché nei drama le assegnano sempre i ruoli della “bella impossibile”, il che ha contribuito a creare nella mia mente l’ingiusto pregiudizio che fosse solo una ragazza per nulla naturale. E invece qui ho scoperto una attrice versatile, ironica, simpatica, tenera e umana. Una bella scoperta.

A In Na in questo drama do un 7.5

Han Dong-Min (Kim Jin-Woo) è l’ex fidanzato di Choi Hee Jin, che si troverà a vestire i panni del Re Suk Jong nel drama che sta girando Hee Jin. Il loro riavvicinamento farà riaffiorare i sentimenti di Dong Min che da classico playboy famoso, non accetterà con garbo l’apparente disinteresse di Hee Jin.

Il mio voto è 6.5

Jo Soo-Gyung (Ga Deuk-Hi) è l’amica/manager di Hee Jin. Da brava manger è un po’ petulante e bacchettona e pronta sempre ad ostacolare le decisioni “di cuore” di Hee Jin per ricondurla sulla giusta strada della ragione. Le sue scenette con Boong Do sono esilaranti.

Il mio voto è 6.5

 

Ragazzuoli e ragazzuole, se ancora non avete visto Queen In Hyun’s Man, direi che è arrivato il momento di iniziarlo! Se invece lo avete già visto, ecco qui il mio drama spoiler Queen In Hyun’s Man: quando anche il tempo è un’opinione!

Goblin: il più bel monologo sulla vita e i suoi insegnamenti. Drama Spoiler!

Goblin è finito, e oltre ad aver allietato le mie giornate, mi ha lasciato anche degli insegnamenti importanti che mi hanno toccato davvero da vicino.

Se non avete finito di vedere questo kdrama, fermatevi qui e andate a leggere Goblin: il senso della vita. Il mio drama consiglio di febbraio, perché questo è un drama SPOILER!

Goblin

Goblin

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Goblin: il senso della vita. Il mio drama consiglio di febbraio

Goblin è un k-drama che colpisce dritto al cuore e fa sorridere e piangere e riflettere e sperare e poi ancora ridere e ancora piangere.

E’ il più bel monologo sulla vita che abbia mai “ascoltato”. La nascita, la morte, il destino, la sfortuna, i dolori che ci investono e che sono sempre più grandi delle gioie che verranno: è tutto un disegno divino, o dipende da noi?

Il mio voto per questo drama è 9.8

Fonte: viki.com (se risulta non visibile nella vostra Regione scaricate l’app ZenMate e cambiate Paese)

Goblin kdrama

Goblin kdrama

Goblin | La trama

Esisteva un tempo un Generale di Goryeo, un “Dio della guerra” che nessuno era riuscito mai a sconfiggere. Sotto di lui Goryeo era diventata grande, solida e stabile. Ma il destino, o un Dio o la Fortuna tante volte sono dispettosi e…. suscettibili.

Quel Generale di Goryeo venne ucciso dal braccio amico ma non morì, purtroppo. Diventò un immortale, un essere non più vivo e non proprio morto, con i poteri di un Dio e un’esistenza senza fine: un goblin.

Essere un goblin, un immortale, certo significa vivere per sempre, ma significa anche veder morire a poco a poco tutti quelli con cui si è condiviso un pezzo di esistenza, significa restare ogni volta da solo e dover ricominciare da capo, salutare i tuoi cari in una processione infinita di eventi e separarti da loro ancora e ancora.

Che sia un dono o una maledizione?

Ma la leggenda volle che un giorno verrà chi potrà liberare il Goblin e dargli pace eterna. Verrà il secolo in cui sulla terra nascerà la sposa del Goblin. Sarà lei che il Goblin cerca per avere la sua agognata pace… e sarà davvero la pace?

Questa è la trama di Goblin, davvero tra le più belle e poetiche che abbia visto finora. Con le sue infinite e toccanti metafore sul senso della vita, supera anni luce la semplice e realistica storia di Descendants of the sun, e quella già un po’ più fantasy di Scarlet Heart Ryeo.

Alla trama do un 10

Goblin | I personaggi

La seconda cosa che questo drama ha di straordinario sono i personaggi. Tutti di uno spessore incantevole.

Il Goblin (Gong Yoo) è la resilienza umana, la capacità di assorbire un urto senza rompersi, di affrontare e superare un evento traumatico e sapersi rialzare. Kim Shin (questo è il nome del Goblin) è tutto quello che vorrei essere.

Il mio voto è 9.8

La sposa del Goblin, Ji Eun-Tak (Kim Go-Eun, protagonista di Cheese in the trap), è una ragazzina e una donna in grado di vedere il bello nelle cose… nonostante tutto. Lei è la forza e le fragilità umane insieme.

Il mio voto è 9.6

Il Cupo Mietitore (Lee Dong-Wook) è il bizzarro conoscente di vecchia data del Goblin. Accompagna le anime nell’al di là e per uno strano scherzo del destino si troverà a dividere la casa con Kim Shin. Il rapporto Goblin – Cupo mietitore è tra i più belli e divertenti che la Corea ci abbia regalato, soprattutto perché il mietitore di anime è un personaggio tutto da scoprire, meravigliosamente complesso e fonte di inaspettata saggezza. Tutte le scene più ricche di significato e tutti gli insegnamenti più belli di questo drama hanno lui come protagonista. Tra queste ricordo (senza spoilerare) quelle della sua sala da tè che altro non è che l’anticamera della morte, dove lui accoglie le anime e gli versa da bere il tè che porterà via tutti i loro ricordi prima che possano passare oltre. Ditemi voi se questa non è la metafora della morte più bella che abbiate mai ascoltato. 

Il mio voto è 10

Sunny (Yoo In-Na) è il bizzarro capo di Ji Eun-Tak. L’ho apprezzata perché è una donna forte e indipendente che affronta la vita da sola ma con coraggio senza lasciarsi scoraggiare dalle avversità.

Il mio voto è 9.5

Goblin | La colonna sonora

Delle OST di Goblin, per me due sono davvero da elogiare! Una è la sigla iniziale, Stay with me di Chanyeol di EXO & Punch, che ha fatto da sottofondo in tutte le scene epiche del drama. L’altra è sicuramente And I’m here, sottofondo invece delle scene più toccanti.

Due parole devo dirle anche su Lee Eung-Bok e Kim Eun-Sook. Questi due io sento di adorarli. Rispettivamente regista e sceneggiatrice di Descendants of the sun e ora Goblin, e Eun Sook anche di Secret Garden, sono due geni assoluti. Una volta è caso, due è fortuna, ma tre è certezza! Sarete d’accordo con me che questa coppia fa scintille. Non perderò mai più un loro drama!

 

Goblin | Consigli per gli acquisti

Ho trovato diverse cosucce interessanti sul web da acquistare, non tutte però sono economiche:

 

Quindi, cosa dire, potrà essere scontato, ma il mio drama consiglio di febbraio non poteva che essere questo: la storia del triste ed eterno amore del Goblin e della sua sposa.

Se lo avete già visto leggete il mio Goblin: il più bel monologo sulla vita e i suoi insegnamenti. Drama Spoiler!

Cheese in the trap: quello che c’è dietro l’apparenza. Drama-Spoiler!

Finora mi era capitato ben poche volte di imbattermi in un drama dove il protagonista non fosse buono, pio e misericordioso. Principalmente è questo che mi ha fatto apprezzare Cheese in the trap.

Voi lo avete visto? Lo avete apprezzato?

Se non lo avete visto andate a leggere la mia recensione Cheese in the trap: la rivincita degli anti-eroi, perché questo è un drama SPOILER!

Cheese in the trap

Cheese in the trap

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