Queen for Seven Days: la vera storia della Regina Dangyeong e del Re Joongjong

Queen for Seven Days è, senza ombra di dubbio alcuno, il mio drama consiglio per questo mese. Questo kdrama mi è piaciuto a tal punto da divorarne gli episodio in pochi giorni. Ovviamente, come ogni drama storico, appena finita la visione, mi sono ritrovata a fare ricerche su ricerche alla scoperta della vera identità della Regina Dangyeong e del suo Re Joongjong.

Ecco come è andata in realtà.

La Regina Dangyeong è stata davvero deposta dopo soli 7 giorni? Sì.

La Regina Dangyeong è realmente esistita, ed ha vissuto la sua vita in età Joseon dal 1487, anno della sua nascita, al 27 dicembre del 1557, anno della sua morte. Conosciuta come Lady Sin prima di diventare Regina, era la figlia del più vicino sostenitore del Re Yonsangun, 10° sovrano della dinastia Joseon, nonché la moglie del Gran Principe Joongjong, fratellastro del Re. Per questo “scomodo” grado di parentela, all’indomani del colpo di Stato realizzato dai Ministri che porterà Joongjong al potere, la povera Dangyeong verrà deposta e allontanata da palazzo. Dangyeong diventò Regina nel 1506, quando Jungjong fu incoronato Re. Precisamente il 18 di settembre. Fu deposta il successivo 25 settembre. Esattamente 7 giorni dopo. Morirà anziana e senza figli.

Regina Dangyeong

 

E’ vero che Yeonsangun era figlio di una Regina deposta? Sì.

Per quanto riguarda il caro Re Yeonsangun, che governò dal 1494 al 1506, gli storici lo ricordano come uno dei peggior tiranni di età Joseon. Ordinò due sanguinose purghe di esponenti d’elitè a Palazzo e si macchiò di atti particolarmente violenti uccidendo un suo tutore e diverse persone a lui vicine. Sua madre, la Regina Yun, era una concubina del Re. Quando la Regina consorte morì, senza dare alla luce un erede, il Re prese in seconde nozze Lady Yun per la sua bellezza nel 1476. Dopo qualche mese nacque Yeonsangun. La nuova Regina non era del tutto equilibrata, come del resto anche il figlio, e viene ricordata come una donna gelosissima delle concubine del Palazzo (chi la fa l’aspetti). Qualche volta cercò anche di avvelenarne qualcuna (…) e si narra che una notte osò addirittura colpire fisicamente il Re. Quando la Regina Madre lo scoprì, la Regina Yun fu allontanata da Palazzo e successivamente avvelenata.

Re Yeonsangun

 

Il Re Jungjong ha capeggiato la rivolta contro il fratello? No.

Il colpo di Stato a discapito di Yeonsangun, fu organizzato dai ministri, stanchi della tirannia del Re. Per altro rischiavano la testa un giorno sì e l’altro pure, quindi sfido io. Addirittura alcuni storici dicono che il Gran Principe stesse per suicidarsi proprio nel mentre della rivolta, temendo che il Re lo avrebbe ucciso. Fu Dangyeong a dissuaderlo. Diventato Re, Jungjong tentò di rimediare alcune scelte folli del fratello ristabilendo la regia università del Sungkyunkwan e l’Ufficio dei Censori che aveva il compito di esercitare un controllo almeno formale sulle azioni del Re. La storia ci dice che il Re Jungjong durante i primi anni di Regno, subì molto il potere dei ministri, che di fatto avevano creato una nuova Joseon con le loro stesse mani. Solo una decina di anni dopo, alla morte degli artefici della rivolta, poté esercitare il suo potere liberamente. Ne è un esempio il fatto che fu costretto ad allontanare Dangyeong da Palazzo a causa della posizione politica del padre.

Re Jungjong

 

Il re Jungjong fu un sovrano esemplare? Non proprio.

Con l’aiuto del primo ministro Jo Gwangjo, che nel drama è amico del Gran Principe fin dall’infanzia, Jungjong è stato un Re dalle grandi riforme governative e agrarie, distribuì equamente le terre tra i ricchi e i poveri e applicò severamente le leggi contro chi accettava tangenti e sfruttava il popolo. Tuttavia quando il potere di Jo Gwangjo stava diventando ingombrante, il Re dovette allontanarlo da Palazzo e da allora abbandonò le sue riforme.

Jo Gwangjo

Trovandosi a regnare da solo, Jungjong non si è distinto per particolari doti. Il suo Regno fu caratterizzato da una continua lotta tra fazioni facenti capo alle diverse Regine che si sono susseguite e anche ad alcune concubine del Re. Le continue lotte interne indebolirono la dinastia lasciando campo libero alle potenze straniere che ripetutamente attaccavano le zone costiere meridionali.

Insomma, il Regno di Jungjong fu florido solo finché al governo ci fu Jo Gwangjo, per il resto, viene ricordato come un sovrano debole che fu costretto a sedere sul trono dai suoi ministri e dagli stessi costretto ad allontanare l’amata moglie.
Secondo altre opinioni, invece, Jungjong avrebbe volutamente manipolato i ministri al fine che si auto-eliminassero tra loro, senza però riscontrare grande successo. Qualunque sia stata la realtà, il suo Regno, di fatto, è stato caratterizzato da  molta violenza, confusione ed intrighi di corte, pur non raggiungendo i livelli del precedente sovrano.

 

E’ vero che Jungjong non uccise il fratello dopo aver preso il trono? Sì.

Yeonsangun non fu giustiziato ma mandato in esilio a Ganghwado dove morì poche settimane dopo, precisamente il 20 novembre del 1506.

 

Jungjong volle ristabilire Dangyeong nella sua posizione di Regina? Chissà.

Alcuni storici sostengono che il Re avesse amato davvero solo la prima Regina Dangyeong, sta di fatto che ebbe altre due Regina consorti e svariate concubine. Ora, che prendesse di nuovo moglie era ovvio, dovendo generare un legittimo erede, ma il fatto che avesse voluto, ma non potuto, ristabilire Dangyeong nella sua posizione originaria nel tentativo di evitare una probabile diatriba tra eredi al trono figli di una Regina in carica ed eredi figli di una Regina deposta, è probabilmente inventato di sana pianta. L’aver avuto due Regine consorti e svariate concubine dimostra che di questo problema il Re se ne infischiava altamente. Dalla seconda Regina consorte ebbe una figlia femmina e un figlio maschio, Injong, che morendo prematuramente, governò solo per un anno dal 1544 al 1545. Dalla seconda Regina consorte ebbe un figlio maschio, Myeongjong, che regnò dal 1545 al 1567, e 4 figlie femmine.

Un aneddoto singolare riguardo Jungjong è che è stato il primo ed unico sovrano nella storia coreana antecedente all’età moderna, ad aver nominato una donna, Jang Geum, come suo medico personale. Mai prima né dopo si verificò più una cosa simile.

Direi che da questo aneddoto potrebbe nascere un meraviglioso spin off, non credete?

Queen for Seven days: finché morte non ci separi. Drama-Spoiler!

Queen for seven days si è appena concluso ed è la mia ultima fissa in materia di drama. Finalmente una storia che ha saputo coinvolgermi totalmente. Lo avete visto? Se non lo avete visto, passate a leggere Queen for Seven Days: ilmio drama consiglio del mese perché questo è un drama-spoiler!

Queen for Seven Days

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Queen for Seven Days: il mio drama consiglio del mese!

Lo dico da subito: le emozioni che mi ha fatto provare questo drama, non le sentivo dai tempi d’oro di Moon Lovers e Goblin.

Queen for seven days é un kdrama storico di un’intensità tale da spingermi a divorare le 20 puntate, una dopo un’altra, come non mi capitava da tanto. Se ancora non lo avete visto, con la mia recensione cercherò di spiegarvi cosa ha di speciale questo drama.

Il mio voto é 9

Queen for seven days

 

Queen for seven days | La trama

Che dire, come ogni drama storico, la storia ruota intorno alla vita di un Principe, anzi due, figli di due diverse Regine, che crescendo dovranno dire addio all’innocenza del legame fraterno che li unisce a causa del sospetto, dell’odio e delle ostilità che il trono sempre insinua nel cuore umano. Lee Yoong è il Principe ereditario, primogenito del Re, legittimo erede al trono. Tuttavia si porta dietro una “colpa” ingombrante.

La madre é una Regina deposta.

Lee Yeok é il Gran Principe di Jeseon, secondogenito del Re, e fratellino amato e vezzeggiato da Yoong. Il trono, di fatto, non gli spetta, ma il giovane Principe ha un grande punto a suo favore: é il figlio della Regina in carica.

Quando il Re muore, in poche battute le corse a cavallo, le lunghe chiacchierate tra fratelli, gli allenamenti con la spada lasciano il posto a indifferenza, timore e sospetto. Yoong teme che la Regina Vedova e i suoi sostenitori, possano detronizzarlo, come è stato per la madre.

Per tappare le eventuali ali della ribellione al fratello reale, Yoong decide di farlo unire in matrimonio con la figlia del suo consigliere più fidato, Shin Soo-Geun. Tuttavia, le vicende prendono una piega inaspettata a seguito del legame che si viene a creare tra la figlia del consigliere, Shin Chae-Kyung, e i due Principi, ampiamente preannunciata da una monaca veggente. La prima scena del drama, vede Chae Kyung e Yeok divisi dagli intrighi di corte, poi un lunghissimo flash back di 20 puntate ci spiegherà gli eventi che porteranno a quel momento. Perché Chae Kyung sarà Regina per soli 7 giorni?

Alla trama do un 8.5

 

Queen for seven days | I personaggi

Lee Yoong (Lee Dong-Gun) è il Principe ereditario e sovrano di Joseon. Il suo personaggio è molto complesso. Un po’ di amore per il secondo lead, è quasi la regola ormai. Yoong non nasce cattivo, ma nasce solo. Il padre lo trascura per un’altra donna che non è la madre, e poi un giorno si ritrova a vivere a Palazzo con una matrigna e un fratellastro, che per quanto possano volergli bene, non condividono con lui lo stesso sangue. Almeno non del tutto.

Yoong crescerà solo, intento a guardare il padre felice con la sua nuova famiglia. I suoi demoni sono la gelosia, la mancanza di affetto, l’insicurezza, il poco amore per sé stesso. Perennemente combattuto, si macchierà di crimini indicibili, ma si distinguerà anche per diversi atti misericordiosi. A me il suo personaggio ha fatto tanta tenerezza. Sarebbe bastato un abbraccio in più, un sorriso in più, una rassicurazione in più per salvare questo giovane Re. Riuscirà, infine, a trovare l’agognata serenità?

Il mio voto è 9

 

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Lee Yeok (Yeon Woo-Jin) è il Gran Principe. Come tutti i piccoli di casa, crescerà circondato di amore e consenso. Il suo è un amore infinito per il fratello più grande, che gli ha insegnato a tirar con l’arco e a combattere con la spada. Nella sua innocenza, non vede in lui un possibile rivale per il trono, e vive la sua vita come un qualsiasi ragazzo farebbe. Ben presto, però, una serie di coincidenze e sfortunati eventi, daranno alito a pericolosi fraintendimenti.

Il dubbio è come l’acqua. Scava lentamente fino a creare una crepa irreparabile. 

Yeok è un personaggio bellissimo. Forte come una roccia, umano come pochi, risoluto quando serve. Riuscirà a salvare il suo rapporto con il fratello?

Il mio voto per questo personaggio è 9.5

 

Chae Kyung (Park Min Young) è la figlia del consigliere Soo Geun. Il suo personaggio è l’espressione della saggezza e della solarità. Viene cresciuta in campagna, lontano dalla Capitale e dai Principi per una ragione ben precisa, ma a lei sconosciuta. Fuggirà per tornare dai suoi genitori e sulla strada del ritorno a casa si scontrerà con il Gran Principe, a cui in seguito sarà promessa. Chae Kyung è insieme vittima e causa scatenante della diatriba reale. Una monaca lo predisse: se il destino di Chae Kyung e dei Principi Reali si incroceranno, sarà sangue.

Ovviamente si incontreranno e la storia di amore e di amicizia con Yeok e Yoong vi conquisteranno fin da subito. Ogni puntata tira l’altra, per la voglia di scoprire come finirà.

Al suo personaggio do un 8.8

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Il mio ultimo consiglio del mese risale ad aprile! Era da tanto che un drama non mi prendeva così. Per qualche aspetto Queen for seven days mi ha ricordato Moon Lovers, per molti altri Sun embracing the Moon, due drama storici bellissimi. Ne consiglio la visione soprattutto per la fine che mi ha toccato particolarmente! Se invece lo avete già visto, vi consiglio di leggere Queen for Seven Days: finché morte non ci separi. Drama-Spoiler!

Da Sungkyunkwan Scandal all’Università più antica di Corea passando per Jongno-gu

Diverso tempo fa ho visto il drama Sungkyunkwan Scandal con Park Min-young (protagonista di City Hunter insieme a Min Ho) e Yoo Ah-in. Questo drama tratta la storia di una giovane ragazza che prende il posto di suo fratello, malaticcio tale da non poter lavorare, al fine di far quadrare i conti della sua famiglia. Dopo varie peripezie si ritroverà a superare il difficilissimo esame di ammissione al Sungkyunkwan, antica e famosa università coreana di età Joseon (se vi interessa al drama diedi un 6.7).

Al che mi sono chiesta: questa università esiste ancora ora? Com’è? E dove si trova?

Sungkyunkwan University

La  Sungkyunkwan University esiste ancora oggi ed è la più antica università della Corea. Fu fondata nel 1398 quando la dinastia Joseon, appena 6 anni dopo la conquista del potere, stabilizzò la sua forza con il Re Tegio di Joseon Yi Seong-gye. Questa università fu istituita per offrire preghiere e rituali a Confucio e promuovere lo studio del canone confuciano su cui si basa ancora oggi. Fu localizzata all’interno delle mura della capitale Hanseong, oggi Seoul, citta che consolidò il suo potere diventando quella che conosciamo anche grazie a questo istituto.

Durante l’annessione al Giappone, Sungkyunkwan (SKKU) non passò un bel periodo: prima lasciata al degrado e poi chiusa per affermare le università imperiali di origine nipponica. Si sa, quando si conquista un popolo, per farlo davvero proprio devi controllarne le scuole e l’istruzione. In seguito alla liberazione della Corea con la fine della seconda guerra mondiale, Sungkyunkwan fu riaperta inizialmente come collegio militare dell’esercito degli Stati Uniti in Corea. SKKU ha svolto un ruolo importante nell’evoluzione dell’istruzione e ha mantenuto in vita anche l’etica tradizionale nella società coreana. Nel 1946, le iscrizioni erano solo 155. Oggi ammontano a 130.000 e dal 1996 è gestita dalla Samsung.

Ancora oggi Sungkyunkwan è un istituto particolare, divulgatore di una conoscenza basata principalmente sui principi umani di benevolenza, giustizia, etica e saggezza. Gli studenti per laurearsi devono passare non solo tutti gli esami con tesi ma anche un test internazionale di lingue straniere, un test professionale di scienze dell’informazione e soprattutto un test etico-sociale tramite il corso di Confucianesimo.

Il motto della SKKU, “Umanità, giustizia, etica e sapienza” (仁, 義, 禮, 智), riflette lo spirito di base del confucianesimo. Queste quattro virtù cardinali esprimono i quattro elementi dell’umanità: spirito, azione, coscienza e intelletto.

L’umanità dimora nel cuore che ama, la giustizia dimora nel cuore che sa correttamente discernere il male, l’etica e la sapienza dimorano nel cuore che conosce la perseveranza e la saggezza.

In pratica, la filosofia confuciana si basa sull’idea che nell’uomo ci sia un’innata bontà, che però deve comunque essere risvegliata e nutrita. Questi quattro principi sono i capisaldi della filosofia educativa della SKKU!

Che cosa affascinante, non vi pare?

Per noi stranieri è previsto un semestre estivo internazionale a cui iscriversi che sembra riscuotere un enorme successo, basti pensare che nel 2013 vi hanno partecipato più di 1727 studenti da 34 Paesi diversi! Quindi chi è interessato, si faccia sotto. Qui il sito dell’università.

Oggi l’università ha due campus: il Campus di Scienze Umane e Sociali a Seul e il Campus di Scienze Naturali a Suwon. Ha anche una delle migliori scuole mediche della Corea del Sud, che è affiliata con il famoso Samsung Medical Center. Negli ultimi anni, il suo prestigio è cresciuto talmente da posizionarsi tra le prime 3 università del Paese e tra le prime 100 nel Mondo.

Il Campus di Scienze Umane e Sociali si trova nel cuore di Seoul, nel quartiere Jongno-gu presso il vecchio istituto confuciano di Sungkyunkwan, poco distante dai palazzi di età Joseon Changdeokgung e Changgyeonggung, su una collina che si affaccia sul Santuario Reale di Jongmyo, che è stato proclamato Patrimonio Nazionale. Per chi si trova a Seul consiglierei una bella visita (considerate che io sono una tipa che nel mio itinerario di viaggio negli Stati Uniti ho inserito tutti i campus più famosi, da Harward a Yale…). La stazione della metropolitana più vicina è quella di Hyehwa sulla linea 4 della metropolitana di Seoul.

Il Campus di Scienze Naturali a Suwon è stato invece istituito nel 1978. Questo campus, resosi necessario a seguito della discreta crescita degli iscritti, è situato a 45 km da Seoul, su un sito di 250 ettari nel nord di Suwon. Suwon conserva la bellezza tradizionale dell’epoca di Joseon, ma anche l’essenza dell’età moderna essendo in primis punto di incontro tra l’istruzione e le imprese, grazie alla sua vicinanza a grandi complessi industriali.

Ma il tour tra età Joseon ed età moderna non finisce mica qua! Sungkyunkwan si trova nel quartiere Jongno-gu di Seul, e questo non può che essere un’occasione imperdibile per inserire questo bel posticino nel nostro itinerario di viaggio!

Jongno ha una particolarità unica: è al tempo stesso la moderna downtown e l’antico centro storico di Seul, a due passi da tutte le principali attrazioni della città. In questo quartiere c’è un luogo amatissimo dai più, perché capace di mantenere viva la natura in un paesaggio ormai così modificato dalla civiltà: è Cheonggyecheon Stream. Non provate d’improvviso la voglia di passeggiare sulle rive di questo fiume con la vostra dolce metà o gli amici di sempre? Io assolutamente sì! Anche perché sembra che il fiume si riempia di giovani dopo il tramonto. Movida a go go.

Come se non bastasse, la zona, oltre ai due famosi Palazzi di età Joseon, è famosa per giardini e ampi spazi verdi risalenti alla stessa età nonché per il Gwangjang Market, uno dei mercati più vecchi di Corea, che incarna perfettamente l’anima più antica di questo Paese, dove ritrovare tutti i colori e sapori più tradizionali della Corea (qui si possono comprare bellissimi hanbok, vestiti tipici coreani). E ancora poco distante, si può far visita al tempio Jogyesa a cui fa capo l’ordine Jogye del Buddismo Coreano, meta di tantissimi fedeli e pellegrini.

 

Jongno

Gwangjang Market

Tempio Jogyesa

Ebbene sì ragazzi, dopo questa bella ricerca tra storia e modernità, ho deciso di allungare ancora un po’ la mia lista di cose da visitare nel mondo, e voi? 😜

 

Fonte Foto Jongno-gu: Airbnb

Moonlight drawn by clouds: chi era davvero il Principe Hyomyeong?

Moonlight drawn by clouds è stato l’ultimo drama di Park Bo Gum. La storia ha conquistato molti per la solarità e la simpatia dei due protagonisti, il principe Lee Yeong e il suo enunco Hong Ra-on. Proprio con questo kdrama ho iniziato ad apprezzare non poco Bo Gum che in Reply 1988 mi era sembrato un po’ anonimo. Ma oggi non sono qui a dilungarmi sulle qualità o meno di questo drama, di cui ho ampiamente parlato in due post (tra cui anche Moonlight drawn by clouds: la mia opinione schietta. Drama-Spoiler!).

Oggi sono qui per scoprire chi era davvero il Principe Lee Yong interpretato da Park Bo Gum.

Moonlight drawn by clouds – Hyomyeong

Care ragazze, il Principe Lee Yong non è un personaggio inventato, è esistito davvero e altro non era che il primo figlio del Re Sunjo di Joseon che ha regnato dal 1800 al 1834.

Il Principe ereditario, conosciuto con il nome di Hyomyeong, nacque il 18 settembre del 1809 e nel 1817 (a soli 8 anni) fu ammesso al Sungkyunkwan, importantissima istituzione educativa della Corea, fondata nel 992 in età Goryeo e sopravvissuta fino ai giorni nostri dopo che nel 1895 fu riformato in una moderna università di tre anni.

Si dice che il Principe Hyomyeong sia stato un vero e proprio genio nella letteratura e nelle arti, creando sette diverse danze e rituali di corte. Attualmente, 26 delle 53 danze di Corte di età Joseon (jeongjaes) tramandate, sono state realizzate da lui, tra cui la danza della primavera Nightingale che è la più conosciuta e la più amata danza di corte tradizionale per i suoi movimenti dolci e poetici.

Sembra che lo stesso sia stato anche particolarmente portato per la politica, infatti viene ricordato per aver realizzato varie riforme politiche. Nonostante gli sforzi del Re Sunjo per riformare la politica, la situazione appariva, all’epoca, alquanto delicata a causa di una diffusa corruzione al Governo che provocò diversi disordini. Hyomyeong nel 1827, all’età di 18 anni, fu nominato reggente dal padre e così contribuì non poco a rinforzare la stabilità del Governo.

Poco tempo prima di essere nominato reggente, Hyomyeong sposò la futura Regina Sinjeong e proprio nel 1827 diventò padre, con la nascita di Heonjong. Purtroppo dopo soli tre anni da questo importante anno, che lo vide divenire padre e reggente insieme, morì prima di diventare Re. Era il 1830 e lui aveva solo 20 anni.

Vi chiederete come ha fatto Sinjeong a diventare Regina se Hyomyeong è morto prima di diventare Re? E’ presto detto. Soli quattro anni dopo, nel 1834, il Re Sunjo morì all’età di 44 anni lasciando il trono al nipote Heonjong, avendo avuto solo figlie femmine oltre Hyomyeong. Ma nel 1834 Heonjong aveva solo 8 anni, così la madre regnò al suo posto come Reggente difatti per quasi tutta la sua vita.

Changdeokgung Palace

Sembra che Sinjeong dovesse operare da Reggente solo fino alla maggior età del figlio, ma potremmo dire che Heonjong non esercitò mai concretamente il suo potere fino alla sua morte avvenuta nel 1849 all’età di 22 anni (tutti molto longevi in famiglia!). Non avendo avuto figli, il trono passò ad un lontano parente passando così ad un ramo rivale della famiglia.

Il Palazzo dove Hyomyeong nacque, visse e morì, è il Changdeokgung, ancora oggi visitabile nel grande Parco Jongno-gu al centro di Seul. Hyomyeong viene ricordato ancora oggi come una importante figura storica, nonostante la sua morte precoce, al pari di Sejong Il Grande (1418–1450).

Ma questa è un’altra storia…

Gu Family Book: non disturbare l’Inuyasha che dorme. Drama-Spoiler!

Non potete capire la mia felicità nello scoprire un drama così bello. Non stiamo parlando di Goblin, Descendant’s of the sun o Moon Lovers, ma Gu Family Book merita e merita anche tanto. Chi non l’ha ancora visto passi a leggere Gu Family Book: il mio drama consiglio di Marzo perché questo è un drama SPOILER!

Gu Family Book

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Gu Family Book: il mio drama consiglio di marzo!

Questo mese ho impiegato un po’ di tempo in più a trovare un drama consiglio, e dovete sapere che la colpa è solo di Goblin! Sì, perché parliamoci chiaro, dopo aver visto Goblin nessun drama mi sembrava all’altezza di un consiglio del mese. E’ stata una cosa parecchio fastidiosa….

Poi un bel giorno, mi capita sotto gli occhi una trama che mi ha intrigato un bel po’: era quella di Gu Family Book. Ventiquattro episodi d’un fiato ed ecco qui: è questo il mio drama consiglio di marzo!

Il mio voto per Gu Family Book è 8

Fonte: viki.com

Gu Family Book

Come direbbe Gino Paoli “Quando sembra che non succeda più, ti riporta via, come la marea, la felicità!” ed è proprio vero ragazzi. Questo drama mi è piaciuto davvero tanto quando ormai avevo perso al speranza: un pizzico di storia, un bel po’ di magia e leggenda, simpatia quanto basta e l’amore sempre lì ad un passo.

La storia è davvero molto bella, mi ha ricordato tantissimo Inuyasha e quindi chi ha amato l’anime si faccia avanti senza paura. Consiglio di non fermarsi ai primi episodi poiché la storia cambia totalmente e soprattutto di non farsi influenzare dall’antipatia della protagonista Seo Hwa perché poi i protagonisti saranno altri!

Gu Family Book | La trama

Tutto ha inizio quando il padre di Yoon Seo-hwa, nobile di Joseon, viene accusato ingiustamente di tradimento e viene ucciso. La sciagurata Seo Hwa, ora figlia di un traditore, perde ogni titolo e viene venduta alla casa delle gisaeng. Jo Gwan-woong, l’uomo che meschinamente ha incastrato suo padre, pretende di avere la sua prima notte da gisaeng (pedofilo è dir poco), ma la ragazza ovviamente si oppone con tutte le sue forze. Grazie alla sua serva e a suo fratello minore, riuscirà a fuggire nei boschi dove incontra Gu Wol-ryung che la porta in salvo. Ma Wol Ryung non è quello che sembra, strane luci lo circondano e una disumana forza lo accompagna nei suoi combattimenti. I due si innamorano e decidono di sposarsi, ma quando poi Seo Hwa viene a scoprire la sua vera natura, le cose non andranno come dovrebbero…

Anni dopo il focus della storia si sposta su un giovane ragazzo adottato da Park Mu-sol, nobile padrone della Locanda dei 100 anni. Il suo nome è Choi Kang Chi, che significa “abbandonato nel fiume”, luogo dove appunto il ragazzo fu trovato in fasce. Il destino vuole che la sua felice vita alla Locanda venga messa sotto sopra dallo stesso Jo Gwan Woong ancora impegnato a distruggere vite altrui. Kang Chi cercherà di salvare il suo padrone e i suoi due figli, Tae Seo e Chung Jo, che per lui sono come fratelli con l’aiuto di due strane figure, Yeo Wool e Gon, spadaccini provetti e discepoli di una misteriosa Accademia di Arti Marziali retta da altrettanto misteriosi quattro Maestri.

Il voto che do alla trama è 8.5

 

Gu Family Book | I personaggi

Gu Wol Ryung (Choi Jin-Hyuk) è la creatura misteriosa per eccellenza in questo drama. Il suo personaggio vivrà alti e bassi, passando dall’essere il ragazzo smielato da far schifo, all’essere un figo da paura senza precedenti. Capelli legati in una lunga coda, passo felpato, mani raccolte dietro la schiena, velocità da felino. Tanta roba ragazze!

Il mio voto è 8

Wol Ryung – Choi Jin-Hyuk

Seo Hwa (Lee Yeon-hee) è colei che dà inizio a tutta la storia. A tratti l’ho odiata, ma alla fine non è altro che una ragazza troppo giovane che si trova ad affrontare difficoltà di gran lunga più grandi di lei, giungendo spesso a scelte sbagliate.

Il mio voto è 7

Choi Kang Chi (Lee Seung-gi) è l’Inuyasha della situazione. E dato che io ho amato Inuyasha, non posso non amare Kang Chi. Il suo è un personaggio che nel corso della storia avrà una crescita personale non indifferente. Incapace di controllare la sua forza e utilizzarla per aiutare i suoi amici in difficoltà, seguirà Yeo Wool e Gon nella loro accademia di arti marziali. Saprà far tesoro dei preziosi insegnamenti dei 4 misteriosi Maestri che reggono l’accademia? Chissà, ma la sua vita in Accademia è esilarante.

Il mio voto per lui è 8.5

Yeo Wool (Suzy) è in assoluto il mio personaggio preferito in questo drama. Yeo Wool è una ragazza ma passa il suo tempo a gironzolare vestita da guerriero insieme a Gon. I due sono talmente abili nella lotta da incantare chiunque, salveranno lo stesso Kang Chi diverse volte. Ma oltre ad essere una guerriera nata, Yeo Wool è dolce, simpatica, forte, propositiva. Un personaggio davvero di spessore, nonché la figlia di uno dei 4 Maestri dell’Accademia e per questo rispettata e seguita da tutti i discepoli della scuola (che sono a conoscenza del suo essere una lei, quindi non si tratta della solita donna che si spaccia per uomo come avviene in molti drama).

Il mio voto è 9

Yeo Wool – Suzy

Gon (Sung Joon) con i suoi modi bruschi e la sua ristretta cordialità, è davvero la spalla perfetta per Yeo Wool. Insieme li adoro, la padroncina e la guardia del corpo, che poi guardia del corpo relativamente perché i due combattono davvero alla pari!

Il mio voto è 7.5

Il Maestro Gong Dal (Lee Do-Kyung) è il secondo dei quattro Maestri dopo il padre di Yeol Wool. E’ un personaggio bellissimo. Un vecchietto con capelli e barba bianca che passa le sue giornate in cucina appoggiato ad una scopa di bambù, eppure se vuoi sottrargli la scopa non ce la farai, se vuoi metterlo al muro non riuscirai, il vecchietto è veloce e agile ma soprattutto tanto ma tanto saggio. Le sfide e gli enigmi che proporrà a Kang Chi per “istruirlo” sono la meraviglia.

Il mio voto è 8.5

Yeo Joo (Jin Kyung) è la governante della indisciplinata Yeo Wool! In pratica la signorina Rottermaier! Povera donna costretta a far di quel diavolo di Yeo Wool una donnina da sposare! Quante volte verrà imbavagliata e legata dalla stessa per poter sgattaiolare fuori la notte e prender parte a qualche missione segreta? Lo show.

Il mio voto è 8

 

I motivi principali per cui consiglio questo drama sono due: sono Kang Chi e Yeo Wool. Uno sprezzante, a volte imbranato, una vera e proprio “bestiolina” da educare alle arti marziali, l’altra è un personaggio stupendo, la figlia del Maestro, più brava nella guerra di tanti uomini, una vera e propria eroina da anime giapponese!

Vi ho convinto? Se sì correte a vederlo, se lo avete già visto, invece, leggete il mio drama spoiler Gu Family Book: non disturbare l’Inuyasha che dorme.

Bukchon: com’è oggi il quartiere di Boong Do (Queen In Hyun’s Man)

Boong Do, protagonista di Queen In Hyun’s Man, è uno studioso di età Joseon che, come tutti i nobili di quell’epoca, risiede nel bel quartiere di Bukchon. Ciò che a noi oggi, a 300 anni di distanza, interessa di più, è che questo quartiere esiste ancora ed è tra i più belli, romantici e pittoreschi di Seul!

Bukchon si trova nei pressi del Palazzo Gyeongbokgung (uno dei cinque grandi Palazzi costruiti in età Joseon), il Palazzo Changdeokgung (per intenderci quello che si vede nel drama) e il santuario Jongmyo.

Bukchon oggi è un delizioso intreccio di vicoli e case tradizionali (hanok) che permettono di ricreare l’atmosfera della Seul di 600 anni fa! Semmai andrò a Seul sarà sicuramente tra i primi luoghi che visiterò e pertanto lo consiglio anche a voi! Bukchon ad oggi è l’unico villaggio tradizionale perfettamente conservato a Seoul.

Bukchon

La parola Bukchon significa villaggio al nord e in età Joseon era la residenza degli alti funzionari e dei nobili, poi con il tempo è diventato un quartiere aperto anche alla gente comune… per così dire, dato che, secondo molti, le case a Bukchon costino care!!! E come potrebbe essere diversamente date le sue peculiarità!

Bukchon attualmente fa più di 600.000 visitatori l’anno!

Si compone di cinque quartieri: Wonseo-dong , Jae-dong , Gye-dong , Gahoe-dong e Insa-Dong, ma la strada notoriamente più amata è Samcheongdong al confine con Isadong e tra i due splendidi e importanti Palazzi detti prima che l’UNESCO ha dichiarato Patrimonio dell’Umanità.

Si dice che Samcheongdong sia la zona più romantica di Seul con i suoi hanok allineati in uno stridente contrasto con i grattacieli della Seul più moderna in lontananza.

I suoi bar e le sue caffetterie pittoresche, spesso ricavati da antichi hanok, rendono la zona piena di vita e ai piedi del Monte Bukak sorge l’imponente Casa Blu, o Cheong Wa Dae, residenza ufficiale del capo dello stato della Corea del Sud e luogo spesso nominato nei nostri drama! Eccola qui.

Corea Casa Blu

La tipicità di questa zona, e di Bukchon in generale, sono le tegole in terracotta dei tetti tradizionalmente curvi che solo in questi Paesi orientali possiamo trovare. Sono meravigliosi.

 

Alcuni hanok hanno mantenuto la loro natura originale di abitazione privata ed è possibile visitarli, infatti Boong Do, nel drama, dice a Soo-Gyung di abitare proprio in uno di questi, e ora capiamo bene perché lei ne rimanga così positivamente sconvolta!

Ditemi voi come si fa a non prendere il primo aereo per Seul dopo aver visto questa meraviglia?

 

*Si ringraziano per le foto Airbnb e VisitKorea

 

Queen In Hyun: la vera storia della Regina più nota della dinastia Joseon

Il kdrama Queen In Hyun’s Man mi ha portato a conoscere un altro pezzo della storia coreana. Essendo patita di storia non potevo lasciar correre senza approfondire la questione. Dunque ho ricercato un po’ di informazioni per ricostruire la vera storia di questa che diverse fonti definiscono una delle più note Regine di età Joseon.

Yoo In Na nelle vesti di Queen In Hyun

In Hyeon nacque nel lontano 15 Maggio 1667 come  seconda figlia di Min Yu-jung del clan Yeoheung Min. La giovincella, alla sola età di 14 anni (nel 1681) sposò in seconde nozze il Re Suk Jong che è stato a capo dell’allora Corea dal 1674 al 1720. Il Re Suk Jong di 6 anni più grande della  nostra In Hyeon, diventò sovrano a soli 13 anni!!

Avete letto bene! Nato nel 1661, diventò Re nel 1674 e sposò a soli 10 anni la Regina Ingyeong in prime nozze da cui ebbe due figlie morte entrambi durante il parto. La povera Ingyeong  morì a soli 19 anni di vaiolo e l’anno dopo, Suk Jong, che aveva ormai 20 anni, sposò In Hyeon.

Le vite di due o tre secoli fa sono sempre così “mai una gioia”!!

Ma perché In Hyeon di punto in bianco viene “cacciata” dal Re? E’ presto detto.

Non c’è corte che si rispetti senza uno stuolo di concubine, e spesso il gioco può sfuggire di mano. Di fatti nel 1988 la concubina reale, Jang Ok-jeong, diede alla luce il primo figlio del Re, il futuro Gyeongjong of Joseon (21° Re di Joseon), che aprì una vera e propria disputa per la successione.

La decisione di Suk Jong di nominare questo bambino Principe Ereditario ed elevare Ok Jeong da concubina a Lady Hui-bin, scatenò le ire dei sostenitori della Regina. Il Re con la sua scelta geniale trasformò la Corte nella Verona Sheakespeariana incentivando l’astio tra i Noron che sostenevano la Regina e i Soron che supportavano invece Lady Jang. Poiché il bambino era figlio di una concubina, non sarebbe potuto diventare sovrano se la Regina In Hyeon non lo avesse adottato (pratica molto diffusa in quel periodo), ma la Regina avendo all’epoca solo 21 anni, si rifiutò di adottare il figlio di una concubina privando così il suo eventuale futuro figlio del trono. A questo punto Suk Jong pensò bene di continuare con le sue molto sagge scelte per porre fine alla diatriba: stanco delle opposizioni uccise molti dei Noron ed esilìò la Regina In Hyeon e la sua famiglia, nominando Lady Jang terza Regina consorte.

Gyeongbokgung Palace

Ma il caro vecchio Re aveva fatto i conti senza l’oste. La famiglia della nuova Regina e i Soron in generale si macchiarono di molteplici crimini. Nel mentre Suk Jong si avvicinò ad una nuova concubina Lady Choi (che anni dopo diede alla luce Yeongjo di Joseon, 22° Re di Joseon) che guarda caso era aperta sostenitrice dei Noron e della Regina In Hyeon. Così, sotto tale influenza, nel 1694 il Re decise di allontanare Lady Jang dalla Corte e reintegrare al suo legittimo posto In Hyeon.

Purtroppo nel 1701 In Hyeon morì a soli 34 anni di una malattia sconosciuta (anche se alcune fonti narrano che fosse stata avvelenata).

Si dice che Suk Jong poco dopo la sua morte, la vide in sogno con un abito sobok inzuppato di sangue. Suk Jong chiese a In Hyeon come fosse morta, e lei senza dire nulla, indicò le camere di Jang Hui-bin. Ora, a parte l’inquietante scena alla The Ring, il sogno servì a far svegliare Suk Jong (e sfido io) che recandosi nelle camere della concubina Jang la trovò, con diverse sacerdotesse sciamane, pregare la regina defunta e  colpire con le frecce un fantoccio che la rappresentava. Fu così che Suk Jong la fece giustiziare.

Pace all’anima sua.

La Regina In Hyeon ancora oggi è sepolta a Myeongreung, nella provincia di Gyeonggi, e Suk Jong fu poi sepolto accanto a lei nella stessa area.

Quanta sofferenza.

 

Queen In Hyun’s Man: quando anche il tempo è un’opinione. Drama-Spoiler!

Queen In Hyun’s Man è stata sicuramente una piacevole scoperta. Un pizzico di storia, un cucchiaio di amore, una spolverata di viaggi nel tempo e la soddisfazione è assicurata. Chi ancora non l’ha visto, passi a leggere il mio post Queen In Hyun’s Man: la Yoo In Na che ti conquista! perché questo è un drama SPOILER!

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