Last Cinderella: il fine giustifica i mezzi? Drama-Spolier!

Chi non si è sentito Cenerentola almeno una volta nella vita? Anche se con l’età, le priorità cambiano e anche i bisogni, ci sono delle necessità che restano costanti, come quella di essere importante per qualcuno. Ed è proprio questo quello di cui ha bisogno Sakura, la protagonista di Last Cinderella. Se non avete ancora visto questo drama, passate a leggere il mio post Last Cinderella: non è mai troppo tardi per cambiare la tua vita, perché questo è un drama SPOILER!

Last Cinderella

Continua a leggere

Last Cinderella: non è mai troppo tardi per cambiare la tua vita

Ho appena finito di vedere Last Cinderella, drama giapponese di qualche anno fa (2013). Inaspettatamente questo jdrama mi ha preso e lo consiglio a chi sia in cerca di qualcosa di leggero e piacevole. Last Cinderella è breve, intenso e divertente, e ammetto che inizialmente non ci avrei scommesso due centesimi.

Il voto che do a questo drama è 7

Last Cinderella

 

Last Cinderella | La trama

La storia apparentemente sembra incentrata intorno alla vita di una parrucchiera 39enne, un po’ sciatta e per niente femminile, che da dieci anni vive in solitudine. Più passa il tempo e più la sciagurata Sakura-san sembra assumere le fattezze di una vecchia signora! Le sue migliori amiche, Miki casalinga sposata con due figlie alle prese con la monotonia del matrimonio, e Shimi divorziata adescatrice di uomini alla ricerca di un nuovo equilibrio, invogliano l’amica a cercare un uomo per dare una svolta alla sua vita.

Sakura Miki e Shimi

Nel mentre, torna a Tokyo una vecchia conoscenza di Sakura, Tochibana, suo collega e ora direttore del salone dove lei lavora. Tra i due nascerà da subito un rapporto altalenante tra litigi e grandi gesti di altruismo. Chiyoko, giovane cliente del salone, è innamorata segretamente di Tochibana da svariati anni, e intimorita da questo particolare rapporto con Sakura, costringe il fratellastro Hiroto, ad avvicinarla e farla innamorare. Per questo strano scherzo del destino, Hiroto e Sakura si incontreranno e le loro vite prenderanno dei risvolti inaspettati. Chi sarà il vero Principe della fiaba, Hiroto che si avvicina a lei con l’inganno o Tochibana che sarà sempre presente nel momento del bisogno?

La trama inizialmente può apparire banale, ma poi si sviluppa in modo interessante e coinvolgente.

Alla trama do un 7

 

Last Cinderella | I personaggi

Sakura (Shinohara Ryoko) è una donna che cura poco il suo aspetto, trasandata nel vestire e mascolina nei modi. Essendo io un’esteta, la trasandatezza nelle donne non mi conquista mai, tuttavia Sakura è così buona ed innocente di animo che non si può non affezionarsi al suo personaggio. La sua purezza, il suo veder sempre il buono negli altri e la sua innata simpatia, me la fanno promuovere con un voto discreto.

Le do un 7.2

Tachibana (Naohito Fujiki) è davvero un amico unico. Giuro che è l’amico e vicino che ho sempre desiderato. Quello da chiamare in caso di rogne, e in caso di festeggiamenti indipendentemente dall’ora e dal giorno. Il rapporto Sakura-Tachibana è bellissimo e l’ho invidiato da morire. Lui è saggio, maturo, sensibile, giusto, simpatico e discretamente affascinante.

Il mio voto è 7.2

Hiroto (Miura Haruma) è un giovane di 24 anni, dannatamente bello. Non si può non subirne il fascino. Tuttavia il suo personaggio è controverso, tutt’altro che perfetto. Vita sregolata, rapporti occasionali, frivolezza nei sentimenti, una colpa enorme che si porta sul cuore e che lo tiene incatenato alla mercé della sorellastra. Hiroto è di certo il personaggio più dinamico e per questo più significativo della storia.

Il mio voto è 7

Hiroto

 

Chiyoko (Nanao) è la sorellastra di Hiroto e la cattiva della situazione. Si porta un bagaglio di traumi dietro, ma ciò non vi impedirà di odiarla. L’intera storia nasce da lei e finisce con lei.

Il mio voto è 6.5

 

Tutti gli altri personaggi secondari, da Miki a Shima al proprietario del bar dove sono soliti incontrarsi, sono simpatici ed ognuno di loro portatore di qualche insegnamento. Mi ha ricordato a tratti Friends e per questo ognuno di loro ha contribuito a rendere migliore la storia.

Ne consiglio la visione a chi abbia voglia di un drama non troppo impegnativo ed emotivamente straziante! Il messaggio che mi ha lasciato è che non è mai troppo tardi per cambiare la tua vita, e lo trovo un messaggio di speranza. Che tu abbia 39 anni o di più o anche meno, e ti trovi ad affrontare un momento che ti sembra non finire mai, non bisogna mai scoraggiarsi, perché tutto può cambiare in un attimo. Voi lo avete già visto? Allora passate a leggere il mio drama-spoiler Last Cinderella: il fine giustifica i mezzi?

Blood: The Last Vampire. Film e anime a confronto

Blood: The Last Vampire, è il film del 2008 con cui Gianna Jun ha debuttato ad Hollywood. Il film non è altro che il live action dell’omonimo anime giapponese del 2000. Ho visto l’uno e ho visto l’altro e devo dire che non siamo certo a livelli altissimi, più che altro sufficienti.

Blood The Last Vampire

Blood The Last Vampire

Blood: The Last Vampire | Anime

L’anime parla di Saya, ultima vampira originale sopravvissuta, che collaborando con un’associazione sconosciuta, uccide i chirotteri (demoni) con una katana (spada usata dai samurai e, fino al secondo dopoguerra, dagli ufficiali giapponesi). Saya viene mandata nella scuola della base americana di Yokota in Giappone per trovare e uccidere dei demoni nascosti tra quelle mura.

Siamo nella fine degli anni ’60 e gli Usa sono impegnati nella guerra in Vietnam e si appoggiano nelle terre dell’alleato Giappone.

L’anime è molto breve (appena 40 minuti), difatti è costituito da un unico episodio. Probabilmente il poco interesse suscitato non ne ha permesso il prosieguo. Tuttavia rispetto al film, ho apprezzato la maggior cura dei dettagli nelle scene, tipica degli anime giapponesi. Il personaggio di Saya è trattato con molta più superficialità facendo sottintendere l’intenzione, poi evidentemente venuta meno, di svelare la sua storia a poco a poco nel corso delle puntate che, ahimè, mai sono arrivate. Per questo la storia è incompleto, lasciata così a metà.

 

Blood: The Last Vampire | Il Film

Il film con Gianna Jun ha tentato di colmare i vuoti e spiegare un po’ della storia di questa “ultima vampira” che tanto ultima nel film non sembra essere. Se nell’anime su questo punto si pone l’accento, nel film invece è volutamente tralasciato…

Saya mostra oltre alle sua doti soprannaturali, anche un certo lato umano, e grazie a diversi flashback riusciamo ad avere qualche informazione sul suo passato e quindi anche sulla sua persona e sulla sua famiglia. Inoltre, nel tentativo di completare la trama palesemente incompleta dell’anime, nel film vengono introdotti personaggi nuovi e colpi di scena inaspettati. Per esempio, il tema dell’amicizia che si viene ad instaurare tra Saya e la figlia del Generale della base statunitense, che in realtà nell’anime non esistono affatto.

Non posso dire che il film sia una chissà quanto grande produzione hollywoodiana, anzi lo ritengo di qualità appena sufficiente. Il materiale era buono e si poteva fare di più a mio parere. Discutibile la scelta di voler riproporre sul grande schermo un anime che già di suo non aveva avuto successo in Giappone, fermandosi ad un solo episodio. Bella e brava Gianna Jun, come sempre, perfetta per il ruolo.

Sia all’anime che al live action do un 6 

Totoro: il Mickey Mouse asiatico. Gadget per i fans!

Totoro è amato da grandi e piccini. Il cartone simbolo dello Studio Ghibli e del grande maestro Miyazaki, ha segnato un’era e aperto le porte ad un mondo dell’animazione cinematografica che non è più solo monopolio della Disney (addirittura si vede Totoro in una scena di Toy Story). Totoro è stato creato da Hayao Miyazaki nel 1988 per il film Il mio vicino Totoro che riscosse tanto di quel successo da diventare subito dopo il logo dello Studio Ghibli.

Nel film Totoro sembra essere il custode e il protettore della foresta. Il suo aspetto è quello di un grosso incrocio tra un orso e un procione, calmo e pacifico che ama passare il suo tempo a dormire a pancia in su. Nel 1994, l’astronomo Takao Kobayashi chiamò l’asteroide 10160 Totoro in onore di questo personaggio. Mai c’è stato un personaggio Ghibli più famoso, un po’ come nessun personaggio Disney ha mai superato in notorietà Topolino!

I gadget dedicati a questo personaggio sono tantissimi e tutti molto belli e spesso alla portata di tutte le tasche!

Per le mamme non possono mancare i calzini di Totoro per il proprio bimbo!

il-mio-vicino-totoro-calzini

Per le adolescenti invece c’è questa bella borsa a spalla di Totoro per andare a scuola.

il-mio-vicino-totoro-borsa-a-spalla

Se invece state per partire, magari per andare proprio in Giappone, non potete fare a meno di questo porta passaporto di Totoro.

il-mio-vicino-totoro-porta-passaporto

A me ha particolarmente conquistato questa cover di Totoro per Iphone 6 perché così pucciosa (ovviamente bisogna avere l’età adatta 😀 )

il-mio-vicino-totoro-cover-iphone-6

Per la casa sarebbe una così bella idea acquistare questo divano letto di Totoro

il-mio-vicino-totoro-divano-letto

Oppure questa matrioska di Totoro con tutti i personaggi del film.

il-mio-vicino-totoro-la-matrioska

Ma vi dirò, io alla fine ho preso questa felpa di Totoro, perché mi ha fatto innamorare a prima vista!

il-mio-vicino-totoro-la-felpa

Voi invece quali altri gadget di Totoro avete scovato in giro per il web?

L’incantevole Creamy esiste davvero! Ecco chi è!

Dovete sapere una cosa. L’incantevole Creamy è stato per me il cartone della vita! Ho amato questo anime da impazzire, l’ho rivisto mille volte, volevo tutti i vestiti di Creamy e per poco non mi facevo anche i capelli viola! Per chi non l’abbia mai visto (più che altro le nuove generazioni) ne consiglio assolutamente la visione. Ma quello che oggi mi spinge a scrivere questo post non è la sola voglia di esprimere il mio amore incondizionato per la piccola Yu e il suo alterego, ma il desiderio di farvi partecipi di una scoperta che ho fatto da poco!

L’incantevole Creamy esiste davvero!

O meglio, l’anime fu creato in Giappone per lanciare una nuova cantante 16enne (gli anni di Creamy nel cartone!) e ciò non poteva che portarmi a cercare quante più possibili informazioni su questa cantante!

Per chi non lo sapesse o non lo ricordasse, L’incantevole Creamy parla della piccola Yu Morisawa, di soli 10 anni che in un bel pomeriggio di luglio, vedendo in cielo una strana arca volante, decide di inseguirla per scoprirne di più. Finirà risucchiata nel magico veicolo e farà la conoscenza dell’alieno/folletto Pino Pino che proviene dalla Stella Piumata e non sa più come tornare a casa. Yu aiuterà Pino Pino a ritrovare la strada di casa e per ringraziarla lui le farà un dono: un medaglione magico con cui la piccola Yu potrà trasformarsi in una bellissima adolescente Creamy. Con a fianco due gattini/alieni lasciatele da Pino Pino, Posy e Nega, Yu vivrà per un anno in questi doppi panni e le cose si complicheranno non poco quando per caso fortuito Creamy debutterà come cantante e diventerà famosa in tutto il Giappone!

Ma veniamo al nocciolo della questione.

Creamy esiste!

Il Giappone è sempre avanti, si sa, e negli anni ’80 non erano insolite particolari pratiche pubblicitarie combinate con gli anime tanto in voga in Oriente anche tra gli adulti. Lo stesso cartone di Jem e le Holograms nacque per pubblicizzare delle nuove bambole della Hasbro con i volti proprio delle protagoniste dell’anime. Così anche Creamy fu creata per lanciare una nuova idol adolescente: Takako Ota.

Creamy e Takako Ota

Creamy e Takako Ota

Ovviamente è lei che doppia il personaggio di Creamy nell’anime giapponese e sue sono tutte le hit che Creamy canta nel cartone.

Dimmi che mi ami delicatamente è il singolo con cui Takako Ota ha debuttato nel 1983, la stessa canzone con cui la stessa Creamy debutta nel cartone. La Takoko si è ritirata nel 1994 per sposarsi due anni dopo, ma nel 1998 ha riavviato la sua attività musicale.

Una cosa è certa, hanno fatto Creamy talmente bella che poi la poveretta difficilmente riusciva a reggere il confronto! Inoltre gli outfit straordinari di Creamy, non erano resi proprio al meglio nella realtà O_____O

 

 

L’idea di sfruttare gli anime per la promozione di bambole o cantanti mi piace davvero tanto! Non si usa più questa bellissima pratica?

Tuttavia è difficile mantenere il confronto con la fantasia, e senza offendere Takoko, però….. dove sono i capelli viola a nuvoletta???

Nonostante ciò il Giappone non finirà mai di stupirmi <3

 

La ricompensa del gatto (Neko no ongaeshi) e le buone azioni che ci complicano la vita

La ricompensa del gatto di Hiroyuki Morita e Reiko Yoshida, è uno dei pochi film Ghibli che ancora non avevo visto. Ebbene non mi piace tralasciare le cose, così sono subita corsa ai ripari. Il film è piacevole e leggero.

la-ricompensa-del-gatto

La ricompensa del gatto

In genere divido i film Ghibli in quelli per “grandi” e quelli per “piccoli”. Non è tanto una distinzione d’età ma di testa. Nel senso che i film Ghibli per grandi sono caratterizzati da personaggi di spessore, una trama articolata e ricca di metafore da cogliere. I film Ghibli per “piccoli” sono quelli invece fatti da personaggi più semplici e trame più leggere.

Ritengo appartenenti al primo gruppo film come Il Castello errante di Howl, La città incantata, Quando c’era Marnie. Mentre nel secondo inserisco Il mio vicino Totoro, Kiki consegne a domicilio, Ponyo sulla scogliera e anche La ricompensa del gatto.

Il voto che do a questo film è 7

Ho trovato questo lavoro di Morita e Yoshida molto ben fatto e carino anche se a mio parere leggermente inferiore a Il mio vicino Totoro e Ponyo sulla scogliera.

L’ambientazione è come sempre un misto tra realtà e sogno, tra luce e ombra. L’onirico, si sa, è il punto forte dei giapponesi, e chi legge Murakami può ben capirlo.

La storia parla di una giovane studentessa che di ritorno da scuola salva un gatto dalla strada. Senza pensarci, uno scatto veloce e via… salva la sua vita messa a dura prova. Ma ecco che questo gatto appena salvato, si alza su due zampe, si aggiusta con grazia il pelo, recupera il pacchetto che aveva con sé e che aveva quasi perduto e la ringrazia con cortesia accennando un lieve inchino.

“I gatti son signori, si sa, ma davvero qui si esagera” avrà pensato la ragazza …… con gli occhi sbarrati e la bocca aperta dallo stupore.

Sta sognando?

Bé il confine tra realtà e sogno negli anime è alquanto labile.

Dopo aver ringraziato, il gatto riprende la sua strada lasciandola attonita sul ciglio della strada. E sarà solo l’inizio.

Le inusuali “sfilate” in piena notte, le corse sui tetti, l’arrivo nel mondo della città dei gatti, dove tutto è un miao e se non presti attenzione potresti anche lasciarci lo zampino!

Il mitico Baron sarà il gatto sofisticato e in un certo senso Sherlock-iano che accompagnerà la giovane Haru in questa avventura. Doppio petto, papillon e un paio di guantini bianchi caratterizzeranno questo personaggio che è sicuramente è il fulcro principale della storia.

Ad averci i soldi questa music box di Baron mi sembra un bellissimo pezzo da collezione!

Cosa succederà ad Haru? In quale guaio si è cacciata salvando quel gatto per trada? Riuscirà Baron a salvarla?

Scopri lo streaming de La ricompensa del gatto qui!!

Oltre le nuvole – Il luogo promessoci | Makoto Shinkai

Beyond the clouds – The promised place, o meglio Kumo no mukō, yakusoku no basho, è un film d’animazione di Shinkai uscito in Giappone nel 2004.

In questo anime ritrovo molte peculiarità in comune con l’altro di Shinkai, Il Giardino delle parole: lentezza narrativa, disegni delicati, raffigurazione a colori delle emozioni. Shinkai è per me un regista piacevole, ma non rientra tra i miei preferiti, forse per l’estrema lentezza. I suoi lavori sono comunque particolarmente poetici.

Oltre le nuvole – Il luogo promessoci non mi ha conquistato particolarmente, non ho ritrovato l’intensità dei sentimenti de Il Giardino delle parole, né la bellezza della trama di Kimi no na wa.

Il mio voto è 6

Oltre le nuvole - Il luogo promessoci

Oltre le nuvole – Il luogo promessoci

Oltre le nuvole – Il luogo promesso | La trama

La storia parla di un Giappone alternativo, che dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale è stato diviso in due parti: una sotto il controllo degli Stati Uniti, e un’altra sotto il controllo dell’Unione Sovietica, riprendendo un po’, di fatto, ciò che è realmente accaduto alla Corea. Negli anni ’90 il Paese si riunisce, solo Hokkaido resta territorio sovietico.

Sul suolo di Hokkaido, ora chiamata Isola di Ezo, viene costruita una torre altissima che in realtà è un’arma per trasformare il mondo in un universo parallelo.

Il tema non è male, è interessante l’idea di immaginare come sarebbe il Giappone se avesse avuto lo stesso destino della Corea e si fosse trovato diviso in due. Come al solito i giapponesi dimostrano una spiccata capacità di immedesimarsi nelle situazioni altrui.

Il mio voto è 6

Oltre le nuvole – Il luogo promesso | I personaggi

I protagonisti della storia sono 3 ragazzi che frequentano l’ultimo anno delle scuole medie: Hiroki Fujisawa, Takuya ShirakawaSayuri Sawatari. Hiroki e Takuya sono amici da tempo e insieme stanno costruendo un aereo per realizzare il loro sogno: volare vicino alla torre di Hokkaido. Sayuri scopre per caso i loro piani e si fa promettere che la porteranno con loro quando sarà il momento. Purtroppo l’estate finisce e Sayuri scompare. Dopo la sua scomparsa anche i due amici si separano andando a studiare in città diverse e, come si suol dire, i sogni poi si scordano…

Ma Hiroki non riesce a dimenticare Sayuri e la sogna ripetutamente. Che fine avrà fatto? Come mai è sparita?

Takuya invece inizia a lavorare come fisico facendo ricerche sugli universi paralleli, che in qualche modo sembrano avere a che fare con la misteriosa torre dell’Isola di Ezo.

Cosa si cela dietro la Torre? Perché, qualsiasi mistero si celi dietro di essa, sembra intrecciarsi con la vita di Sayuri?

 

Le storie giapponesi sono quasi sempre molto particolari ed interessanti, ma in questo caso la realizzazione dell’anime non mi ha convinto. Non sono riuscita a legarmi ad alcun personaggio e di conseguenza ad interessarmi all’andamento della storia. Un po’ noioso a mio parere e privo di pathos. La mia reazione è stata di completa indifferenza all’evolversi dei fatti. Ciononostante Shinkai ha fatto un ottimo lavoro quest’anno con Kiwi no na wa, quindi speriamo prosegui su questa strada!

Se volete vedere lo streaming di Oltre le nuvole – Il luogo promessoci cliccate qui!

 

Kimi no na wa | L’ultimo film di Shinkai conquista il mondo

Il 26 agosto scorso è uscito in Giappone l’ultimo film di Shinkai, regista 43enne de Il Giardino delle parole. L’anime ha talmente conquistato il pubblico Giapponese che ancora oggi, a distanza di due mesi, viene trasmesso al cinema. Ma il Giappone non è l’unica nazione ad essersene innamorata. A poco a poco in tutto l’Oriente e in ogni angolo dell’Occidente si è diffusa la fama di questa storia, che ha in ultimo conquistato anche me.

kimi-no-na-wa-your-name

Kimi no na wa

Ho conosciuto Shinkai con Il Giardino delle parole, anime che ho apprezzato, anche se particolarmente lento e malinconico. Quindi, prima di vedere Kimi no na wa, ero preparata ad uno stile al medesimo modo nostalgico… e invece, pur ritrovando indiscutibilmente alcune peculiarità dello stile narrativo di Shinkai, il film nel suo complesso segna una crescita professionale del regista che lo rende meraviglioso.

Me-ra-vi-glio-so.

Io ho visto il film con i sub in inglese, non so se ci siano già i sottotitoli in italiano perché non ho perso molto del mio tempo a cercarli. Ma ne consiglio la visione assolutamente, quindi a chi se la cava con l’inglese, direi di non aspettare i sottotitoli italiani.

 

Kimi no na wa | Your name: la trama

La storia, tratta dal libro Your name, parla di due giovani studenti. Lei, Mitsuha, che vive in uno splendido paesino di montagna tra templi e tradizioni centenarie ma sogna la vita di città. Lui, Taki, vive a Tokyo e lavora part time in un ristorante italiano. Le loro vite si intrecceranno come solo lo stile onirico giapponese sa fare, e tutto girerà intorno all’atteso evento del passaggio di una cometa visibile dalla terra e ad una frase ricorrente: chi sei? Qual è il tuo nome?

Ebbene sì, perché i due ragazzi in qualche modo si “sfioreranno” diverse volte ma non riusciranno a tener a mente i loro nomi. Come mai? Cosa si cela dietro questo mistero? Perché il passaggio della cometa è così rilevante?

L’inizio della storia è un po’ lento, come è tipico degli anime giapponesi, poi prende una piega abbastanza comica, fino ad arrivare all’inatteso colpo di scena. E il respiro si ferma un attimo, l’emozione prende il sopravvento. L’intera storia, inizialmente così semplice e anonima, d’improvviso prende colore con una svolta meravigliosa dalle mille implicazioni. Seguirà la suspense e la forsennata corsa contro il destino predeterminato. E’ qui che il film segna una crescita rispetto alle opere precedenti del regista, e a mio parere ne segna anche l’indiscusso successo.

 

Kimi no na wa | Your name: i personaggi

Taki è un appassionato di disegno, adolescente alle prese con i primi amori. Inspiegabilmente si troverà a disegnare sempre quel paesino sulle montagne, pur non avendolo mai visto, pur non avendolo mai visitato.

Mitsuha è una studentessa gentile che vive con la nonna a due passi dal tempio e legata a tradizioni e ad usanze che non sente sue e che la allontanano dagli altri ragazzi della sua stessa età. Il suo sogno è trasferirsi a Tokyo, chissà se ci riuscirà…

Gioia, voglia di vivere, tradizioni, malinconia, dubbi, paure, tutto si intreccia insieme con sintonia e armoniosità, conquistandoti a poco a poco. Il Giappone, ancora una volta, ci offre un grande capolavoro, ancora una volta ci regala un’ora e mezza per sognare. Noi appassionati non finiremo mai di ringraziarlo per questo.

Il mio voto per questo anime è 9

Se volete immergervi anche voi nello streaming di Kimi no na wa cliccate qui!

Per chi è interessato a qualche simpatico gadget, segnalo:

 

Mischievous Kiss: Love in TOKYO. La fiera dell’ovvietà

Qualche giorno fa i miei occhi a mandorla si sono posati su Mischievous Kiss: Love in Tokyo. Un drama di 16 episodi, di cui ognuno relativamente breve (i soliti 45 minuti giapponesi invece delle infinite puntate dei drama coreani da un’ora e mezza), quindi nei giro di 3-4 giorni l’ho finito complice gli ultimi giorni di ferie.

Il mio voto è 5,5

Fonte: viki.com

Love in Tokyo

Love in Tokyo

Non ho visto la versione coreana, né l’anime, di cui però ho sentito parlare. Quindi la mia recensione per ora si limiterà al drama giapponese. In primo luogo la differenza in generale tra i drama coreani e quelli giapponesi è palpabile, almeno per la mia personale esperienza. Finora il mio giudizio vede vincere nettamente i tf coreani: più ben fatti, attori migliori e anche più realistici.

I drama giapponesi risultano quasi sempre adatti più agli adolescenti se non ai ragazzini, e anche in Love in Tokyo ho visto confermate queste peculiarità.

Mischievous Kiss: Love in Tokyo | La trama

La storia di per sé è carina, tipicamente da “anime”, però davvero troppo per ragazzini a mio avviso. Gli anni passano veloci e non permettono di “entrare” a pieno nella storia. Inoltre è quasi surreale, dall’evento che spinge la famiglia di Kotoko a trasferirsi a casa di Naoki, alle  vicende che sembrano obbligare Naoki a prendere determinate decisioni sul suo futuro (vicende che per me sono davvero stupide e facilmente risolvibili altrimenti).

Mischievous Kiss: Love in Tokyo | I personaggi

Non c’è un personaggio che mi abbia conquistato completamente.

Kotoko (Honoka Miki) è eccessivamente goffa e imbranata, le sue espressioni e smorfie le trovo esagerate e davvero prive di fascino o femminilità. Capisco la tipologia di personaggio che si voleva ricreare ma per me il troppo stroppia e il risultato non è stato dei migliori.

Naoki (Yuki Furukawa) è completamente privo di vita!! Un essere apatico, senza espressioni facciali, senza emozioni, troppo troppo freddo! Credo che l’attore non sia stato particolarmente bravo a rendere il ruolo del “bello impossibile”. Ogni volta che parla non ha la minima espressività (da qui il mio riferimento alla bravura in genere superiore degli attori coreani).

Il fratellino di Naoki, Yuki (Yuga Aizawa), forse l’unico personaggio caruccio. Simpatico il suo modo di attaccare Kotoko e di interpretare il piccolo genio.

E infine Kinnosuke (Yuki Yamada), l’amico di Kotoko, di lei innamorato perdutamente, è anche lui eccessivamente plateale e teatrale.

Capisco che l’essere kawai sia una caratteristica della cultura giapponese ma non preferisco gli eccessi che rendono il tf quasi una comica per me non gradita. Spero in una migliore versione coreana (Playful kiss)!

Non è malaccio per passare il tempo ma non lo consiglierei.

E voi avete visto questo drama? Cosa ne pensate? Se ancora non lo avete visto ecco qui gli episodi di Love in Tokyo!