La ricompensa del gatto (Neko no ongaeshi) e le buone azioni che ci complicano la vita

La ricompensa del gatto di Hiroyuki Morita e Reiko Yoshida, è uno dei pochi film Ghibli che ancora non avevo visto. Ebbene non mi piace tralasciare le cose, così sono subita corsa ai ripari. Il film è piacevole e leggero.

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La ricompensa del gatto

In genere divido i film Ghibli in quelli per “grandi” e quelli per “piccoli”. Non è tanto una distinzione d’età ma di testa. Nel senso che i film Ghibli per grandi sono caratterizzati da personaggi di spessore, una trama articolata e ricca di metafore da cogliere. I film Ghibli per “piccoli” sono quelli invece fatti da personaggi più semplici e trame più leggere.

Ritengo appartenenti al primo gruppo film come Il Castello errante di Howl, La città incantata, Quando c’era Marnie. Mentre nel secondo inserisco Il mio vicino Totoro, Kiki consegne a domicilio, Ponyo sulla scogliera e anche La ricompensa del gatto.

Il voto che do a questo film è 7

Ho trovato questo lavoro di Morita e Yoshida molto ben fatto e carino anche se a mio parere leggermente inferiore a Il mio vicino Totoro e Ponyo sulla scogliera.

L’ambientazione è come sempre un misto tra realtà e sogno, tra luce e ombra. L’onirico, si sa, è il punto forte dei giapponesi, e chi legge Murakami può ben capirlo.

La storia parla di una giovane studentessa che di ritorno da scuola salva un gatto dalla strada. Senza pensarci, uno scatto veloce e via… salva la sua vita messa a dura prova. Ma ecco che questo gatto appena salvato, si alza su due zampe, si aggiusta con grazia il pelo, recupera il pacchetto che aveva con sé e che aveva quasi perduto e la ringrazia con cortesia accennando un lieve inchino.

“I gatti son signori, si sa, ma davvero qui si esagera” avrà pensato la ragazza …… con gli occhi sbarrati e la bocca aperta dallo stupore.

Sta sognando?

Bé il confine tra realtà e sogno negli anime è alquanto labile.

Dopo aver ringraziato, il gatto riprende la sua strada lasciandola attonita sul ciglio della strada. E sarà solo l’inizio.

Le inusuali “sfilate” in piena notte, le corse sui tetti, l’arrivo nel mondo della città dei gatti, dove tutto è un miao e se non presti attenzione potresti anche lasciarci lo zampino!

Il mitico Baron sarà il gatto sofisticato e in un certo senso Sherlock-iano che accompagnerà la giovane Haru in questa avventura. Doppio petto, papillon e un paio di guantini bianchi caratterizzeranno questo personaggio che è sicuramente è il fulcro principale della storia.

Ad averci i soldi questa music box di Baron mi sembra un bellissimo pezzo da collezione!

Cosa succederà ad Haru? In quale guaio si è cacciata salvando quel gatto per trada? Riuscirà Baron a salvarla?

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