Iron Man: la frustrazione può essere tagliente. Drama-Spoiler!

Metti un po’ la mia simpatia per i fumetti, metti un po’ il mio feeling con i drama, non potevo, dunque, non dedicare un post anche ad Iron Man con il tenebroso quanto inquietante Cupo Mietitore, Lee Dong Wook.

Chi non ha visto il drama, meglio che si fermi qui perché questo è un drama SPOILER!

Iron Man

Iron Man è un kdrama carino con un inizio promettente che poi, come spesso accade, si perde un po’ nelle puntate finali.

Il voto che ho dato a questo drama è 6.5

All’inizio non so voi, ma Hong Bin davvero mi è sembrato uno psicopatico serial killer. Urlava a destra e a manca e dava calci, pugni e schiaffi in quantità. Il tutto unito al bimbo che piangeva ogni 2-3 minuti ha fatto salire il mio livello di stress in modo alquanto discutibile.

Poi il tutto ha preso una piega più umana o se vogliamo dire più “mentalmente stabile”, e il mio “io” ancora ringrazia.

Diciamo che dell’Iron Man americano non c’è proprio nulla, lo dico per chi si fosse avvicinato al drama invaghito dal fumetto.

Ma se del fumetto Marvel non c’è nulla, a me la storia di quest’uomo dilaniato dalle lame, ha vagamente ricordato Edward mani di forbice! Entrambi i personaggi si trovano a dover controllare la propria natura per poter trovare un posto nella società. Ma se per Edward le sue mani di forbice sono la causa dell’isolamento, per Hong Bin sono l’effetto. Le lame che fuoriescono dal corpo di Hong Bin non sono altro che la metafora della sua rabbia inespressa dovuta  al non sentirsi amato né compreso dagli altri. Nell’episodio 10 c’è una scena molto bella in cui si racconta che quando Hong Bin era piccolo e si sentiva frustrato, gli cresceva un nocciolo di pesca in petto. Col passar degli anni e col crescere delle difficoltà il nocciolo è diventato sempre più grande fino a cacciare le lame.

Questa è una  bellissima metafora dell’impotenza che attanaglia, del dolore che sommerge, della rabbia che, forte come un fiume in piena, divora dall’interno.

Quanti di noi possono dire di non aver mai “visto” quelle lame fuoriuscire dal proprio corpo? Quel nocciolo crescere fino a scoppiare? Chi di noi non è mai stato un Iron Man?

Per molti versi trovo la storia di Hong Bin molto vicina a quella del protagonista di Cheese in the trap. Tuttavia Hong Bin è più fortunato: ha un segretario che morirebbe per lui, una anzi due donne che lo amano, un figlio che lo ammira. Sarà l’affetto dei suoi cari a “sciogliere” le sue lame.

Diciamo che per questo profondo senso biblico e mistico, la storia merita. Poi però ci sono state delle cosucce che magari si potevano anche evitare.

La scena del primo bacio con Se Dong è davvero dolce, se non fosse per quel piccolo particolare che solo 2 secondi prima lui avesse detto addio a Tae Hee, amore di una vita!

Ma in fondo si sa, morto un papa se ne fa un altro.

Bocciate anche la scena finale di lui che va da Tae Hee morente con Chang volando stile ET telefono casa.

Ma anche no.

Inoltre, la morte di Tae Hee mi è sembrata troppo affrettata. Nella stessa puntata si passa dalle risate in compagnia allo stato vegetativo pre mortem….

Taglio improvviso di fondi o cosa?

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Tuttavia sono davvero belle le scene senza audio di Se Dong che ricorda la morte della madre, e di lui che si avvicina a Tae Hee per toccarle il viso ma realizza che non può perché non la ama più. L’assenza di audio è stata davvero azzeccata, perché ha reso benissimo il senso di vuoto creatosi in queste due situazioni.

Un’ultima cosa ho apprezzato molto.

Episodio 8. Hong Joo si ritira con una bella insufficienza e il papà (inquietante non poco) lo bastona come se non ci fosse un domani. Gli sfonda la chitarra e gli lancia il cellulare dalla finestra.

Ora, la scena ricorda vagamente le classiche sgridate della mamma del sud con tanto di lancio della ciabatta, ma ciò che più mi ha colpito è il cellulare che di lì a poco Hong Joo ritroverà sul ciglio della strada intatto.

Dopo un volo di chissà quanti metri il telefono è lì e funziona.

Il messaggio è chiaramente anti-americano!! Fosse stato un iphone si sarebbe non solo frantumato, ma praticamente dissolto al vento.

Ma no! Questo non è un iphone, perché la Corea del Sud è il Paese della Samsung e se ti lanciano il telefono lo ritrovi (inspiegabilmente) intatto sul marciapiede vicino.

Alla faccia della mela!

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