Gu Family Book: non disturbare l’Inuyasha che dorme. Drama-Spoiler!

Non potete capire la mia felicità nello scoprire un drama così bello. Non stiamo parlando di Goblin, Descendant’s of the sun o Moon Lovers, ma Gu Family Book merita e merita anche tanto. Chi non l’ha ancora visto passi a leggere Gu Family Book: il mio drama consiglio di Marzo perché questo è un drama SPOILER!

Gu Family Book

Questa storia ha tantissimi ingredienti che adoro. Un’accademia dove si impara prima a “vivere” per poter poi imparare a combattere; i misteriosi Maestri identificati ognuno con un simbolo; gli insegnamenti del Maestro Dal, stile “Metti la cera, togli la cera”; l’idiota di turno (Gwan-woong) che decide di farsi nemico il mezzo Dio sbagliato e ci rimette le penne e la mano, perché tutti lo sanno: “E’ meglio non disturbare l’Inuyasha che dorme”.

In questo drama, anche se il protagonista è un uomo, dominano le figure di tre donne, ognuna, a suo modo, decisiva: Chung Jo, Seo Hwa e Yeo Wool.

Mi ha toccato particolarmente la scena del 6° episodio in cui Kang Chi vuole liberare Chung Jo lasciata momentaneamente sola in strada dalla guardia. Lei è inerme, non ha più nulla, separata dalla madre e dal fratello, senza un padre, chiusa in una prigione che la porterà chissà dove, e arriva lui, l’unico che può salvarla. E’ un’occasione unica, forse l’ultima, ma lei lo ferma e gli dice: “Salva prima mio fratello.”

Ora, non so se vi siete soffermati a pensare cosa significhino queste parole: “Salva prima mio fratello”. Lei ha la libertà a portata di mano ma non la prende. Kang Chi è l’unico aiuto esterno che le è rimasto ma ora quell’aiuto serve più al fratello, perché lei potrà essere picchiata, potrà essere violentata, potrà essere portata chissà dove e da chi, ma il fratello sarà ucciso. All’alba il fratello morirà, e non c’è violenza che tenga difronte alla morte.

Lui è l’unico aiuto che le è rimasto e lei non può sprecarlo così, deve mettere  a rischio sé stessa per non rischiare la vita del fratello.

Questo significa “Salva prima mio fratello”.

E kang Chi non vuole, si oppone, ma poi non può fare altro che acconsentire, perché Tae Seo all’alba morirà…

Gu Family Book – Chung Jo

Allora si allontana lentamente e mentre lo fa, ecco il momento che più mi ha straziato il cuore: Chung Jo, in un attimo di smarrimento, gli afferra il braccio perché ha paura, sa cosa è giusto ma ha paura, dopotutto è una ragazzina che va incontro all’ignoto e quel suo afferrargli il braccio mostra tutte le sue fragilità, perché lei in cuor suo sa che può darsi stia andando a morire anche lei, o comunque stia andando incontro ad un destino che la cambierà per sempre. Tuttavia tra l’incerto suo destino e quello certo di suo fratello non si ha granché da scegliere.

In realtà non ho amato tantissimo Chung Jo all’inizio, perché mostrava in diverse occasioni una fastidiosa inclinazione all’invidia. Tuttavia, con il senno del poi, devo riconoscere in lei una forza e una fierezza molto rare. Purtroppo pagherà un prezzo altissimo, più alto del fratello e forse più alto del padre stesso che ha perso la vita, ma che comunque per diversi anni ha vissuto felice con la sua famiglia. La sua vita, invece, viene devastata in giovane età, costretta a subire violenza e a vivere come una gisaeng. Tuttavia lei non si abbatte, rialza la testa sempre e va avanti. Alla fine la sua determinazione la porterà dove voleva, ad uccidere l’assassino del padre e il suo stupratore.

Chung Jo è un bellissimo esempio di reazione alla vita e anche se non ha più niente, di quel niente decide di diventare la migliore: sarà infatti capo gisaeng.

Se Chung Jo ha saputo reagire con tale forza, non ne è stata invece capace Seo Hwa. Seo Hwa è la pietra miliare di tutta la storia. Tutto ha inizio con lei. Se non avesse tradito Wol Ryung nulla sarebbe successo! La ragazzina vede Wol Ryung “imbestialirsi” nel vero senso della parola, e perde le staffe.

Combina un macello e Wol Ryung ci rimette le penne. Come se non bastasse vorrebbe anche uccidere il figlio che ha in grembo. Non ne fai una giusta sorella!

Quando ritorna, 20 anni dopo, in qualche modo sembra volersi vendicare ma le manca la freddezza e la razionalità di Chung Jo. Altro macello.

Alla fine però riesce a salvare Wol Ryung dall’essere un demone malvagio togliendosi la vita. La scena di loro due che si addormentano uno accanto all’altro per l’eternità è stata così intensa e molto stile Romeo e Giulietta di Zeffirelli. Lacrime.

La terza donna di questo drama è Yeo Wool. Bellissimo personaggio di cui ho già parlato nel mio drama consiglio del mese. In Yeo Wool ho visto voglia di vivere, voglia di indipendenza, combattività e tanta umanità. La storia di una giovane fanciulla guerriera, figlia del grande capo, che se la comanda a destra e a manca in un’Accademia prettamente maschile, mi piace non poco! Questo stereotipo della donna forte, indipendente e in gamba alla Mulan mi garba tantissimo… anzi, vi dirò…. la Disney doveva assolutamente scegliere Suzy per interpretare il ruolo di Mulan!!!

A parte questo mio piccolo sfogo personale, devo ammettere che ho nutrito dei dubbi su alcuni dettagli della storia: per dirne una, nel flashback in cui il piccolo Kang Chi salva Yeo Wool, quello che forse doveva essere un lupo, cos’è? Un pastore tedesco.

Ora, io non voglio polemizzare ma come fa un pastore tedesco a trovarsi in Corea da quell’altra parte dell’Emisfero in piena età Joseon non particolarmente famosa per i suoi mezzi di trasporto?! Bah.

Inoltre la scelta dell’attore che interpreta il padre di Yeo Wool non vi è sembrata alquanto discutibile?

Insomma, un uomo, una faccia.

“Hanno rapito tua figlia.”

“Tua figlia sta morendo.”

No, ma dico, buonanotte ai suonatori!

Un appunto devo farlo per la colonna sonora Paradise in me cantata da Yisabel che giuro, è davvero una meraviglia! Mi è piaciuta tantissimo la scelta di usare questa ost completa di parole solo e unicamente per le scene di Wol Ryung e Seo Hwa, e invece soltanto la musica di sottofondo per tutte le altre! Come per dire: “E’ una cosa che appartiene solo a loro due”.

Infatti quando Seo Hwa affronta Wol Ryung, e parte questa ost meravigliosa che avevo atteso con impazienza per una marea di puntate, mi è venuta la pelle d’oca!

Le mie ultime parole voglio dedicarle al finale: molto bello e molto alla Goblin. Vedere tutti gli oggetti appartenuti ai protagonisti, così conservati nella teca in casa del Kang Chi di oggi, mi ha messo i brividi. Inoltre, il rincontrarsi di nuovo sotto la luna, vicino l’albero di pesco, magari lo stesso, e questa volta è lui a riconoscerla per primo, come fa a non colpire dritto al cuore? Che volete farci, questi finali mi fanno innamorare.

“Quando ci incontreremo di nuovo,

sarò il primo a riconoscerti.

Quando ci incontreremo di nuovo,

sarò il primo ad amarti”

 

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