Da Doctor Stranger alla Corea del Nord: la prima dinastia comunista della storia.

Doctor Stranger è un kdrama che affronta una tematica molto dolorosa per la Corea e, per alcuni aspetti, preoccupante per il Mondo intero: la vita nella isolata e misteriosa Corea del Nord.

Le testimonianze  e le informazioni che abbiamo su questo Paese sono limitate, ma sicuramente inquietanti. In questo post vorrei parlare non tanto della Corea del Nord oggi, ma della sua storia passata, di come è nata e di come sia arrivata ad essere com’è.

Conosciamo un altro piccolo pezzo della storia coreana ❤

Corea del Nord

La Corea, come sappiamo, non è stata sempre divisa. Nel 918 d.C. grazie a Taejo Wang Geon, l’intera penisola fu unificata in un unico Regno sotto la dinastia Goryeo. Altri non era che il padre di Wang So di Moon Lovers. Goryeo sopravvisse  fino al 1392 quando iniziò la dinastia Joseon, terminata poi nel 1897 con la nascita dell’Impero coreano. Quest’ultimo duró poco, fino al 1910 quando ci fu l’annessione al Giappone. Tuttavia proprio quando nel 1945 il Giappone uscì sconfitto dalla seconda Guerra Mondiale, inizia la storia che oggi ci interessa.

Dal lontano Re Taejo fino al 1945, la Corea è stata sempre una, poi la fine dell’incubo nazista e l’inizio della Guerra fredda hanno cambiato le carte in tavola. Come spesso si dimentica, il nemico nazista non è stato sconfitto solo dalle forze statunitensi, ma anche da un decisivo aiuto dell’Armata Rossa. Anzi proprio grazie a questa fu possibile lo sbarco in Normandia che diede il via alla liberazione dell’Europa e del Mondo intero. Gli americani purtroppo svantaggiati dal loro arrivare per mare (che li rendeva facilmente visibili), dovettero affidarsi all’Armata Rossa che giungendo da terra, riuscì più facilmente ad accerchiare e immobilizzare l’esercito nazista permettendo lo sbarco.

Ma nella vita non si fa nulla per nulla, e la storia ci insegna che con due capi, un regno non va avanti.

Il primo esempio fu la Germania che, proprio per questo, fu divisa nella Repubblica Democratica Tedesca di occupazione russa e nella Repubblica Federale di Germania sotto l’egemonia dei Paesi della NATO.

Ora perché vi racconto questo? Ve lo racconto perché la seconda guerra mondiale, lo dice stesso il nome, non riguardò mica solo l’Occidente! Anche l’Oriente se l’è vista sporca sotto la tirannia del Giappone filo-nazista. Quando nel ’45 i nazisti persero la guerra, anche il Giappone perse le sue “conquiste” tra cui appunto la Corea.

Ma facciamo un passo indietro. Come in ogni Paese in guerra, anche nella Corea occupata dal Giappone Nazista, si creò un movimento rivoluzionario di resistenza che prese il nome di Esercito Rivoluzionario Popolare Coreano (ERPC). A capo di questo esercito c’era Kim Il Sung, politico di ideologia comunista.

Kim Il Sung

Kim Il-sung nacque come Kim Sŏng-ju, nel villaggio di Mangyongdae, nei pressi di Pyongyang, sotto occupazione dell’Impero giapponese. La sua famiglia era molto attiva nell’opposizione ai nazisti e per questo nel 1920 dovettero fuggire in Cina (cosa che oggi cercano di fare tanti nordcoreni, scherzi del destino!) Kim ben presto divenne membro dell’Esercito Unito Anti-giapponese del Nord-est, un gruppo guerrigliero guidato dal Partito Comunista Cinese.

Nel 1941 con l’avanzare del potere nazista e quindi anche di quello giapponese, Kim Il Sung dovette abbandonare la Cina e recarsi in Russia dove divenne Capitano dell’Armata Rossa. Nel 1945 tolti di mezzo i nazisti, anche in Corea come in Germania, i due grandi vincitori si “divisero le tozze” creando una zona di occupazione sovietica (a nord del 38º parallelo) che la Russia lasciò nelle mani di Kim Il sung, e una zona di occupazione statunitense (a sud del 38º parallelo).

Quindi Kim Il Sung ritornò in Corea da vincitore e venne messo a capo del Partito comunista che aveva lo scopo di coordinare i comunisti coreani della zona. Tuttavia la sede operativa del partito era a Seul, zona occupata dagli americani. Iniziarono i primi contrasti.

Inizialmente non si voleva di certo dividere la Corea, ma di fatto la convivenza non reggeva, così nel 1948, persa la speranza di riunificare pacificamente la penisola, nacquero la Repubblica popolare democratica di Corea (Corea del Nord) e la Repubblica di Corea (Corea del Sud).

Kim Il Sung è ricordato per aver a poco a poco introdotto un vero e proprio culto della sua persona, addirittura più accentuato di quello di Mao Zedong in Cina: la Corea del Nord, tutt’ora, si riferisce a lui come “grande leader” e “presidente eterno” della nazione.

Nel giugno 1950 scoppiò un altro fattaccio! La Repubblica Popolare Democratica di Corea (Corea del Nord), a seguito di continui scontri di frontiera, lanciò un attacco contro la Repubblica di Corea (Corea del Sud) con l’intenzione di riunificare il Paese. All’epoca, essendo la guerra fredda in pieno svolgimento, si pensò che dietro questa mossa ci fosse lo zampino di Stalin, ma oggi si è più propensi a pensare che la scelta sia stata presa da Kim di sua iniziativa e che la Russia e la Cina dovettero acconsentire con non poca riluttanza.

Scoppiò la guerra di Corea.

Le forze nordcoreane occuparono Seul e gran parte del Sud, ma vennero ben presto respinte dalle forze delle Nazioni Unite, guidate dagli Stati Uniti che riuscirono addirittura ad occupare Pyongyang e far scappare Kim in Cina. La pacchia durò poco. Ben preso scese in campo anche la Cina che riconquistò Pyongyang e rioccupò Seul nel 1951. Gli Stati Uniti non rimasero a guardare: ripresero Seul ma poco potettero contro la Corea del Nord appoggiata da Pechino, così il fronte si stabilizzò lungo quella che alla fine sarebbe diventata la “linea di armistizio” permanente del 1953.

Non ci fu mai un Trattato di Pace. La Corea ancora oggi vive in precario equilibrio.

A partire dagli anni ottanta sulla parte posteriore del collo di Kim cominciò a svilupparsi un deposito di calcio delle dimensioni di un pugno. Per questo fotografie e filmati, da quel momento in poi, vennero fatti con un’angolatura tale da riuscire a nasconderla. Non si sa se questa “escrescenza” abbia a che fare con la sua morte ma questo evento rende una cosa certa: i media nordcoreani sono purtroppo tra i più controllati al mondo. Essi avrebbero di fatto la sola funzione di portavoce del governo e l’ascoltare canali televisivi stranieri comporterebbe la condanna a morte. Il governo nordcoreano possiede inoltre dei siti internet attraverso i quali fa propaganda sul proprio conto e un’emittente radiofonica, la Voce di Corea, che si focalizzata sull’esaltazione della gloria del Paese.

Alla morte di Kim nel 1994, il potere è passato al suo primogenito Kim Jong Il, mentre l’altro figlio fu “bandito” dal Paese e mandato come ambasciatore in Polonia, dove è ancora oggi. Secondo Hwang Jang-yop (un politico nordcoreano in esilio volontario a Seul) Kim Jong Il ha reso la Corea del Nord ancora più centralizzata e autoritaria di quanto non fosse in precedenza, esigendo unità e obbedienza assoluta.

Kim Jong Il

Alla sua misteriosa morte nel 2011, gli è succeduto Kim Jong Un, paradossalmente il più giovane dei figli, per motivi ovviamente non rivelati a noi poveri mortali.

Queste le parole di Duncan MacLaren, direttore della Caritas internazionale: «La Corea del Nord è il Paese più isolato del mondo, oltre alla carestia dilagante, sono rimasto terrorizzato dalla strumentazione tecnica negli ospedali: andrebbe bene per un museo del passato e non per curare la gente oggi. Ho visto la disperazione vivente e comprendo le ragioni che hanno spinto altre associazioni umanitarie come Medici senza frontiere e Action contre la faim ad abbandonare questa nazione; purtroppo l’Occidente tace, forse perché non sa o non vuole sapere per vergogna, ma il popolo nordcoreano sta subendo un dramma umano di una gravità non classificabile.»

 

Per approfondire l’argomento qui.

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