Orange Marmalade: drama o manhwa?

Ultimamente ho ripreso a leggere manga. Senza volerlo, mi è capitato sottomano il manhwa Orange Marmalade e ho pensato: “Perché no? Vediamo di che si tratta.”

Ovviamente, essendo questo fumetto coreano, non poteva non esistere anche il drama, che ho visto immediatamente dopo. Per questo oggi vi voglio dire quale consiglio tra il drama e il manhwa e perché.

Orange Marmalade

Il manhwa è carino, i primi capitoli mi hanno anche preso abbastanza. La storia è di una ragazza vampiro che si trova a dover nascondere la sua identità a scuola e ad affrontare per questo diverse difficoltà. Un giorno, mentre sta sonnecchiando candidamente in metro, avverte l’odore particolarmente dolce del sangue di un ragazzo che le siede accanto e senza accorgersene si ritrova con le sue labbra a due centimetri dal collo di lui. Il ragazzo frequenta il suo stesso liceo, quindi oltre al danno, la beffa.

Ma Ri è il nome della protagonista, che mi è apparsa da subito particolarmente tenera. La storia ha diversi momenti di ilarità abbastanza piacevoli. I disegni non mi sono piaciuti molto, a primo impatto si nota subito la differenza dal tratto proprio del manga, soprattutto negli occhi, qui particolarmente spenti. Ma il manhwa è a colori, cosa che ho apprezzato.

I primi capitoli sono coinvolgenti, ma le parti in cui il protagonista maschile, Jae Min, manca, mi hanno alquanto annoiato.

Nel complesso il mio voto è 6.5 

Veniamo al drama. Il seriel televisivo mi è piaciuto un po’ meno, perché la storia viene leggermente cambiata e soprattutto sviluppata in modo anomalo. Dopo 4 puntate in cui si riassume a velocità supersonica l’intero manhwa (e già qua io ero alquanto seccata), ne seguono 5 ambientate in età Joseon.

Allora, capite bene che io ero avanti alla tv imbambolata senza capirci una cippa. Di punto in bianco un tuffo nel passato, che inizialmente credevo sarebbe durato qualche minuti, al massimo mezza puntata. E invece no! Ben 5 puntate.

 

Io qua devo chiedere scusa a voi lettori, ma pur amando i film e i drama storici, non ce l’ho fatta a vedere queste 5 puntate ambientate in età Joseon, e ammetto con un po’ di vergogna che ho fatto quello che mai avrei pensato: le ho serenamente saltate.

Quindi dalla 4^ puntata sono saltata direttamente alla 10^ quando il tutto tornava ai giorni nostri. Oltre a questo “ritorno al passato” del tutto inaspettato, non ho apprezzato molto neanche lo svolgersi dell’intera storia nel presente. Un po’ piatta e poco introspettiva a differenza del manhwa.

Il mio voto è 5.5

Dunque, Orange Marmalade: drama o manhwa? In questo caso per me vince il manhwa!

The King Loves: la Dawson’s Creek di noialtri. Drama-Spoiler!

Finalmente un drama che mi ha appassionato come non mi succedeva da un po’, sto parlando di The King Loves una serie Viki Original. Chi non ha visto questo drama, non vada oltre ma passi a leggere The King Loves: una piacevole scopersa. Il mio consiglio del mese, perché questo è un drama-spoiler!

Risultati immagini per wang rin e eun

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Blood: The Last Vampire. Film e anime a confronto

Blood: The Last Vampire, è il film del 2008 con cui Gianna Jun ha debuttato ad Hollywood. Il film non è altro che il live action dell’omonimo anime giapponese del 2000. Ho visto l’uno e ho visto l’altro e devo dire che non siamo certo a livelli altissimi, più che altro sufficienti.

Blood The Last Vampire

Blood The Last Vampire

Blood: The Last Vampire | Anime

L’anime parla di Saya, ultima vampira originale sopravvissuta, che collaborando con un’associazione sconosciuta, uccide i chirotteri (demoni) con una katana (spada usata dai samurai e, fino al secondo dopoguerra, dagli ufficiali giapponesi). Saya viene mandata nella scuola della base americana di Yokota in Giappone per trovare e uccidere dei demoni nascosti tra quelle mura.

Siamo nella fine degli anni ’60 e gli Usa sono impegnati nella guerra in Vietnam e si appoggiano nelle terre dell’alleato Giappone.

L’anime è molto breve (appena 40 minuti), difatti è costituito da un unico episodio. Probabilmente il poco interesse suscitato non ne ha permesso il prosieguo. Tuttavia rispetto al film, ho apprezzato la maggior cura dei dettagli nelle scene, tipica degli anime giapponesi. Il personaggio di Saya è trattato con molta più superficialità facendo sottintendere l’intenzione, poi evidentemente venuta meno, di svelare la sua storia a poco a poco nel corso delle puntate che, ahimè, mai sono arrivate. Per questo la storia è incompleto, lasciata così a metà.

 

Blood: The Last Vampire | Il Film

Il film con Gianna Jun ha tentato di colmare i vuoti e spiegare un po’ della storia di questa “ultima vampira” che tanto ultima nel film non sembra essere. Se nell’anime su questo punto si pone l’accento, nel film invece è volutamente tralasciato…

Saya mostra oltre alle sua doti soprannaturali, anche un certo lato umano, e grazie a diversi flashback riusciamo ad avere qualche informazione sul suo passato e quindi anche sulla sua persona e sulla sua famiglia. Inoltre, nel tentativo di completare la trama palesemente incompleta dell’anime, nel film vengono introdotti personaggi nuovi e colpi di scena inaspettati. Per esempio, il tema dell’amicizia che si viene ad instaurare tra Saya e la figlia del Generale della base statunitense, che in realtà nell’anime non esistono affatto.

Non posso dire che il film sia una chissà quanto grande produzione hollywoodiana, anzi lo ritengo di qualità appena sufficiente. Il materiale era buono e si poteva fare di più a mio parere. Discutibile la scelta di voler riproporre sul grande schermo un anime che già di suo non aveva avuto successo in Giappone, fermandosi ad un solo episodio. Bella e brava Gianna Jun, come sempre, perfetta per il ruolo.

Sia all’anime che al live action do un 6 

L’incantevole Creamy esiste davvero! Ecco chi è!

Dovete sapere una cosa. L’incantevole Creamy è stato per me il cartone della vita! Ho amato questo anime da impazzire, l’ho rivisto mille volte, volevo tutti i vestiti di Creamy e per poco non mi facevo anche i capelli viola! Per chi non l’abbia mai visto (più che altro le nuove generazioni) ne consiglio assolutamente la visione. Ma quello che oggi mi spinge a scrivere questo post non è la sola voglia di esprimere il mio amore incondizionato per la piccola Yu e il suo alterego, ma il desiderio di farvi partecipi di una scoperta che ho fatto da poco!

L’incantevole Creamy esiste davvero!

O meglio, l’anime fu creato in Giappone per lanciare una nuova cantante 16enne (gli anni di Creamy nel cartone!) e ciò non poteva che portarmi a cercare quante più possibili informazioni su questa cantante!

Per chi non lo sapesse o non lo ricordasse, L’incantevole Creamy parla della piccola Yu Morisawa, di soli 10 anni che in un bel pomeriggio di luglio, vedendo in cielo una strana arca volante, decide di inseguirla per scoprirne di più. Finirà risucchiata nel magico veicolo e farà la conoscenza dell’alieno/folletto Pino Pino che proviene dalla Stella Piumata e non sa più come tornare a casa. Yu aiuterà Pino Pino a ritrovare la strada di casa e per ringraziarla lui le farà un dono: un medaglione magico con cui la piccola Yu potrà trasformarsi in una bellissima adolescente Creamy. Con a fianco due gattini/alieni lasciatele da Pino Pino, Posy e Nega, Yu vivrà per un anno in questi doppi panni e le cose si complicheranno non poco quando per caso fortuito Creamy debutterà come cantante e diventerà famosa in tutto il Giappone!

Ma veniamo al nocciolo della questione.

Creamy esiste!

Il Giappone è sempre avanti, si sa, e negli anni ’80 non erano insolite particolari pratiche pubblicitarie combinate con gli anime tanto in voga in Oriente anche tra gli adulti. Lo stesso cartone di Jem e le Holograms nacque per pubblicizzare delle nuove bambole della Hasbro con i volti proprio delle protagoniste dell’anime. Così anche Creamy fu creata per lanciare una nuova idol adolescente: Takako Ota.

Creamy e Takako Ota

Creamy e Takako Ota

Ovviamente è lei che doppia il personaggio di Creamy nell’anime giapponese e sue sono tutte le hit che Creamy canta nel cartone.

Dimmi che mi ami delicatamente è il singolo con cui Takako Ota ha debuttato nel 1983, la stessa canzone con cui la stessa Creamy debutta nel cartone. La Takoko si è ritirata nel 1994 per sposarsi due anni dopo, ma nel 1998 ha riavviato la sua attività musicale.

Una cosa è certa, hanno fatto Creamy talmente bella che poi la poveretta difficilmente riusciva a reggere il confronto! Inoltre gli outfit straordinari di Creamy, non erano resi proprio al meglio nella realtà O_____O

 

 

L’idea di sfruttare gli anime per la promozione di bambole o cantanti mi piace davvero tanto! Non si usa più questa bellissima pratica?

Tuttavia è difficile mantenere il confronto con la fantasia, e senza offendere Takoko, però….. dove sono i capelli viola a nuvoletta???

Nonostante ciò il Giappone non finirà mai di stupirmi <3

 

Oltre le nuvole – Il luogo promessoci | Makoto Shinkai

Beyond the clouds – The promised place, o meglio Kumo no mukō, yakusoku no basho, è un film d’animazione di Shinkai uscito in Giappone nel 2004.

In questo anime ritrovo molte peculiarità in comune con l’altro di Shinkai, Il Giardino delle parole: lentezza narrativa, disegni delicati, raffigurazione a colori delle emozioni. Shinkai è per me un regista piacevole, ma non rientra tra i miei preferiti, forse per l’estrema lentezza. I suoi lavori sono comunque particolarmente poetici.

Oltre le nuvole – Il luogo promessoci non mi ha conquistato particolarmente, non ho ritrovato l’intensità dei sentimenti de Il Giardino delle parole, né la bellezza della trama di Kimi no na wa.

Il mio voto è 6

Oltre le nuvole - Il luogo promessoci

Oltre le nuvole – Il luogo promessoci

Oltre le nuvole – Il luogo promesso | La trama

La storia parla di un Giappone alternativo, che dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale è stato diviso in due parti: una sotto il controllo degli Stati Uniti, e un’altra sotto il controllo dell’Unione Sovietica, riprendendo un po’, di fatto, ciò che è realmente accaduto alla Corea. Negli anni ’90 il Paese si riunisce, solo Hokkaido resta territorio sovietico.

Sul suolo di Hokkaido, ora chiamata Isola di Ezo, viene costruita una torre altissima che in realtà è un’arma per trasformare il mondo in un universo parallelo.

Il tema non è male, è interessante l’idea di immaginare come sarebbe il Giappone se avesse avuto lo stesso destino della Corea e si fosse trovato diviso in due. Come al solito i giapponesi dimostrano una spiccata capacità di immedesimarsi nelle situazioni altrui.

Il mio voto è 6

Oltre le nuvole – Il luogo promesso | I personaggi

I protagonisti della storia sono 3 ragazzi che frequentano l’ultimo anno delle scuole medie: Hiroki Fujisawa, Takuya ShirakawaSayuri Sawatari. Hiroki e Takuya sono amici da tempo e insieme stanno costruendo un aereo per realizzare il loro sogno: volare vicino alla torre di Hokkaido. Sayuri scopre per caso i loro piani e si fa promettere che la porteranno con loro quando sarà il momento. Purtroppo l’estate finisce e Sayuri scompare. Dopo la sua scomparsa anche i due amici si separano andando a studiare in città diverse e, come si suol dire, i sogni poi si scordano…

Ma Hiroki non riesce a dimenticare Sayuri e la sogna ripetutamente. Che fine avrà fatto? Come mai è sparita?

Takuya invece inizia a lavorare come fisico facendo ricerche sugli universi paralleli, che in qualche modo sembrano avere a che fare con la misteriosa torre dell’Isola di Ezo.

Cosa si cela dietro la Torre? Perché, qualsiasi mistero si celi dietro di essa, sembra intrecciarsi con la vita di Sayuri?

 

Le storie giapponesi sono quasi sempre molto particolari ed interessanti, ma in questo caso la realizzazione dell’anime non mi ha convinto. Non sono riuscita a legarmi ad alcun personaggio e di conseguenza ad interessarmi all’andamento della storia. Un po’ noioso a mio parere e privo di pathos. La mia reazione è stata di completa indifferenza all’evolversi dei fatti. Ciononostante Shinkai ha fatto un ottimo lavoro quest’anno con Kiwi no na wa, quindi speriamo prosegui su questa strada!

Se volete vedere lo streaming di Oltre le nuvole – Il luogo promessoci cliccate qui!

 

Kimi no na wa | L’ultimo film di Shinkai conquista il mondo

Il 26 agosto scorso è uscito in Giappone l’ultimo film di Shinkai, regista 43enne de Il Giardino delle parole. L’anime ha talmente conquistato il pubblico Giapponese che ancora oggi, a distanza di due mesi, viene trasmesso al cinema. Ma il Giappone non è l’unica nazione ad essersene innamorata. A poco a poco in tutto l’Oriente e in ogni angolo dell’Occidente si è diffusa la fama di questa storia, che ha in ultimo conquistato anche me.

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Kimi no na wa

Ho conosciuto Shinkai con Il Giardino delle parole, anime che ho apprezzato, anche se particolarmente lento e malinconico. Quindi, prima di vedere Kimi no na wa, ero preparata ad uno stile al medesimo modo nostalgico… e invece, pur ritrovando indiscutibilmente alcune peculiarità dello stile narrativo di Shinkai, il film nel suo complesso segna una crescita professionale del regista che lo rende meraviglioso.

Me-ra-vi-glio-so.

Io ho visto il film con i sub in inglese, non so se ci siano già i sottotitoli in italiano perché non ho perso molto del mio tempo a cercarli. Ma ne consiglio la visione assolutamente, quindi a chi se la cava con l’inglese, direi di non aspettare i sottotitoli italiani.

 

Kimi no na wa | Your name: la trama

La storia, tratta dal libro Your name, parla di due giovani studenti. Lei, Mitsuha, che vive in uno splendido paesino di montagna tra templi e tradizioni centenarie ma sogna la vita di città. Lui, Taki, vive a Tokyo e lavora part time in un ristorante italiano. Le loro vite si intrecceranno come solo lo stile onirico giapponese sa fare, e tutto girerà intorno all’atteso evento del passaggio di una cometa visibile dalla terra e ad una frase ricorrente: chi sei? Qual è il tuo nome?

Ebbene sì, perché i due ragazzi in qualche modo si “sfioreranno” diverse volte ma non riusciranno a tener a mente i loro nomi. Come mai? Cosa si cela dietro questo mistero? Perché il passaggio della cometa è così rilevante?

L’inizio della storia è un po’ lento, come è tipico degli anime giapponesi, poi prende una piega abbastanza comica, fino ad arrivare all’inatteso colpo di scena. E il respiro si ferma un attimo, l’emozione prende il sopravvento. L’intera storia, inizialmente così semplice e anonima, d’improvviso prende colore con una svolta meravigliosa dalle mille implicazioni. Seguirà la suspense e la forsennata corsa contro il destino predeterminato. E’ qui che il film segna una crescita rispetto alle opere precedenti del regista, e a mio parere ne segna anche l’indiscusso successo.

 

Kimi no na wa | Your name: i personaggi

Taki è un appassionato di disegno, adolescente alle prese con i primi amori. Inspiegabilmente si troverà a disegnare sempre quel paesino sulle montagne, pur non avendolo mai visto, pur non avendolo mai visitato.

Mitsuha è una studentessa gentile che vive con la nonna a due passi dal tempio e legata a tradizioni e ad usanze che non sente sue e che la allontanano dagli altri ragazzi della sua stessa età. Il suo sogno è trasferirsi a Tokyo, chissà se ci riuscirà…

Gioia, voglia di vivere, tradizioni, malinconia, dubbi, paure, tutto si intreccia insieme con sintonia e armoniosità, conquistandoti a poco a poco. Il Giappone, ancora una volta, ci offre un grande capolavoro, ancora una volta ci regala un’ora e mezza per sognare. Noi appassionati non finiremo mai di ringraziarlo per questo.

Il mio voto per questo anime è 9

Se volete immergervi anche voi nello streaming di Kimi no na wa cliccate qui!

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