Blood: The Last Vampire. Film e anime a confronto

Blood: The Last Vampire, è il film del 2008 con cui Gianna Jun ha debuttato ad Hollywood. Il film non è altro che il live action dell’omonimo anime giapponese del 2000. Ho visto l’uno e ho visto l’altro e devo dire che non siamo certo a livelli altissimi, più che altro sufficienti.

Blood The Last Vampire

Blood The Last Vampire

Blood: The Last Vampire | Anime

L’anime parla di Saya, ultima vampira originale sopravvissuta, che collaborando con un’associazione sconosciuta, uccide i chirotteri (demoni) con una katana (spada usata dai samurai e, fino al secondo dopoguerra, dagli ufficiali giapponesi). Saya viene mandata nella scuola della base americana di Yokota in Giappone per trovare e uccidere dei demoni nascosti tra quelle mura.

Siamo nella fine degli anni ’60 e gli Usa sono impegnati nella guerra in Vietnam e si appoggiano nelle terre dell’alleato Giappone.

L’anime è molto breve (appena 40 minuti), difatti è costituito da un unico episodio. Probabilmente il poco interesse suscitato non ne ha permesso il prosieguo. Tuttavia rispetto al film, ho apprezzato la maggior cura dei dettagli nelle scene, tipica degli anime giapponesi. Il personaggio di Saya è trattato con molta più superficialità facendo sottintendere l’intenzione, poi evidentemente venuta meno, di svelare la sua storia a poco a poco nel corso delle puntate che, ahimè, mai sono arrivate. Per questo la storia è incompleto, lasciata così a metà.

 

Blood: The Last Vampire | Il Film

Il film con Gianna Jun ha tentato di colmare i vuoti e spiegare un po’ della storia di questa “ultima vampira” che tanto ultima nel film non sembra essere. Se nell’anime su questo punto si pone l’accento, nel film invece è volutamente tralasciato…

Saya mostra oltre alle sua doti soprannaturali, anche un certo lato umano, e grazie a diversi flashback riusciamo ad avere qualche informazione sul suo passato e quindi anche sulla sua persona e sulla sua famiglia. Inoltre, nel tentativo di completare la trama palesemente incompleta dell’anime, nel film vengono introdotti personaggi nuovi e colpi di scena inaspettati. Per esempio, il tema dell’amicizia che si viene ad instaurare tra Saya e la figlia del Generale della base statunitense, che in realtà nell’anime non esistono affatto.

Non posso dire che il film sia una chissà quanto grande produzione hollywoodiana, anzi lo ritengo di qualità appena sufficiente. Il materiale era buono e si poteva fare di più a mio parere. Discutibile la scelta di voler riproporre sul grande schermo un anime che già di suo non aveva avuto successo in Giappone, fermandosi ad un solo episodio. Bella e brava Gianna Jun, come sempre, perfetta per il ruolo.

Sia all’anime che al live action do un 6 

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