Descendants of the Sun: tutte le locations per una vacanza dramosa

L’estate è ormai alle porte ed è il momento di programmare le tanto attese vacanze! Giusto per rimanere in tema di kdrama, io proporrei a chi legge, una bella vacanza dramosa sulle orme delle bellissime locations che hanno ospitato le riprese di Descendants of the Sun.

Forse qualcuno se lo ricorderà, diversi mesi fa, nel mio confronto tra Moon Lovers e Descendants of the Sun, ho premiato quest’ultimo per la fotografia e i paesaggi. Ma ora voglio elencarvi dettagliatamente i luoghi più spettacolari dove Kim Eun-Sook ci ha portato (riconfermandosi la Regina dei drama dopo neanche un anno con il meraviglioso Goblin)

Il primo posto dove consiglio di andare quest’estate è ovviamente lei: la bellissima isola di Zante in Grecia, ormai diventata simbolo di questo kdrama con la sua meravigliosa spiaggia del relitto. Si dice che l’isola prenda il nome da Zakynthos, figlio di Dardanus, i cui genitori erano Zeus e Electra secondo la mitologia greca. L’isola era abitata già dall’età neolitica (10.200-8.800 aC) e fu menzionata nell’Illiade e nell’Odissea.

Ovviamente andando a Zante, un drama fan che si rispetti non può non recarsi sulla spiaggia di Navagio, dove appunto Song Joong Ki portò Song Hye Gyo a vedere una nave naufragata nel 1980 che ancora sta lì, bella comoda, sulla sabbia. Prima del naufragio, la spiaggia era conosciuta come l’insenatura di San Giorgio delle Rocce (Agios Georgiou Sta Gremna) in onore del monastero soprastante. Poi un bel giorno, una nave da carico utilizzata dai contrabbandieri e salpata nel 1980 dalla Turchia con un carico di sigarette destinate al mercato nero, si fermò in prossimità della cala, approfittando della notte e del brutto tempo, per nascondersi dalla Guardia Costiera. Tutto molto logico, senonché, la mattina dopo, con il migliorare delle condizioni climatiche e l’abbassarsi delle acque, la nave si trovò arenata. Gli abitanti del luogo ricordano che per giorni, in seguito al naufragio, nel mare circostante si potevano trovare numerose stecche e pacchetti di sigarette!

Il secondo posto che vi consiglio è l‘isola di Lemnos, altra isola greca situata nella parte settentrionale del Mar Egeo, con più di 30 spiagge sabbiose. Le sue famose dune di sabbia sono state soprannominate il “Sahara di Lemnos”. Qui sono state girate tutte le scene in esterna come i viaggi in jeep o la scena in cui per poco Hye Gyo non salta per aria!

Non finisce qui. Per chi ama la montagna, quest’estate potrebbe essere la volta buona per visitare Arahova, una città di montagna nella parte occidentale di Boeotia, sempre in Grecia. Le sue località sciistiche attirano molti visitatori in inverno. Qui ad Arahova sono state girate quasi tutte le scene svoltesi nel paese vicino la base militare di Urk!

Se invece avete qualche soldino in più e volete allontanarvi verso l’Oriente, vi segnalo la città di Taebaek dove sono state girate le scene ambientate nella caserma militare. Si trova nella provincia di Gangwon, in Corea del Sud. Purtroppo, il luogo delle riprese è stato abbattuto, deludendo i turisti che si sono recati lì. Per questo la città ha deciso di ricostruirlo! Dopotutto si sa, cosa non farebbero i coreani pur di promuovere la cultura del proprio Paese nel mondo?!

Una cosa è certa, vogliamo pure la squadra di soldati senza maglietta inclusi nel pacchetto.

Trovandosi in Corea non ci si può non allungare per vedere un’altra location del drama, che è la Miniera di Samtan a Jeongseon-gun. Si tratta di una miniera di carbone abbandonata situata ai piedi del Monte Hambaeksan dove si sono girate le difficili scene del terremoto. Qui si possono ammirare le bellezze del paesaggio in sella ad una moto ferrovia

Quindi tre diversi luoghi in Grecia e due in Corea, sono serviti per ricreare il paese fittizio di Uruk. Sicuramente l’impegno (e la spesa) ha dato i suoi frutti contribuendo, in misura non irrilevante, ad enfatizzare la magia di questo bellissimo drama.

Per chi ama lo shopping dramoso, ecco:

Voi dove andrete in vacanza quest’anno?

Tunnel: il profilo psicologico-comportamentale del ‘serial killer’. Drama-Spoiler!

Ragazzi, dopo aver visto questo drama ho scoperto una nuova passione (come se non ne avessi abbastanza): sto parlando della psicologia criminale! Ci mancava solo questa. Ora, oltre ai libri sul nazismo e sul terrorismo, andrò girando anche con i libri di criminologia ed sarà la volta buona che mi arrestano per comportamenti sospetti e potenzialmente pericolosi. Chi non ha visto questo drama legga il mio post Tunnel: quando la vita si distrae, cadono gli uomoni, perché questo è un drama SPOILER!

Tunnel

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Tunnel: quando la vita si distrae, cadono gli uomini.

Quando ho iniziato a vedere Tunnel, non avevo ben chiaro in mente cosa cercassi o volessi. Ho avviato diversi drama per poi sospenderli senza una precisa ragione. Era un tipico momento “levatevi tutti che non me ne va bene uno”.

Poi ho iniziato Tunnel.

La prima puntata mi ha incuriosito: un detective, un susseguirsi di strani omicidi, un paio di pantaloni anni ’80 e un giubbino di pelle di quelli troppo grandi.

Il mio voto è 7.3

Fonte: Viki.com

Tunnel ricorda un po’ il film americano Seven per la tipologia, e quindi a chi è piaciuto, ne consiglio la visione (senza farsi fermare da qualche punto di noia demoralizzante).

 

Tunnel | La trama

L’ambientazione è quella del 1986, in America usciva Top Gun al cinema, in Inghilterra veniva pubblicato il primo Dylan Dog e in Corea delle giovani ragazze dai 20 ai 30 anni venivano uccise secondo un macrabo rituale che le vedeva legate per mani e piedi con dei collant (secondo la storia narrata nel drama, si intende). Park Kwang Ho è il giovane detective che indaga su questa serie di casi senza riuscire a venirne a capo, finché una notte, nel tunnel dove era stato ritrovato l’ultimo corpo, vede qualcosa e la sua vita cambierà per sempre.

Il mio rapporto con questo drama ha avuto alti e bassi. Inizialmente mi ha colpito positivamente, perché devo riconoscerlo, la storia intriga non poco. Poi, vi avverto, seguono alcune puntate in cui la storia principale sembra essere momentaneamente messa in pausa, che mi hanno annoiato talmente che pettinare le bambole a confronto sembrava un vero Carnevale di Rio.

Al che, mi sono detta: “Ecco qua, altro buco nell’acqua”. E invece nuovamente mi sono dovuta ricredere. Quando il regista, molto saggiamente, ha deciso di riprendere il filo della matassa e snocciolarla pian piano in tutte le sue sfaccettature, il tutto è diventato abbastanza interessante, grazie alla grande attenzione dedicata all’analisi psicologica del criminale. Insomma per catturare l’assassino, più che cercare e analizzare prove, si cerca di scoprirne il passato, le paure e i traumi che ne spieghino l’atteggiamento criminale.

L’analisi psicologia dei comportamenti mi conquista sempre, non posso farci niente.

Alla trama do un 7.5

 

Tunnel | I personaggi

Park Kwang Ho (Choi Jin Hyuk) è il Capo detective che si trova “impicciato” in questa triste situazione! Il suo personaggio è un tantino violento e sgorbutico, ma buono e genuino. Un uomo di altri tempi, insomma. Choi Jin Hyuk non rientra tra i miei attori preferiti ma neanche tra quelli che non mi scendono. Mi è semplicemente indifferente… però il suo personaggio in questo drama mi è piaciuto, a parte per il giubotto/tendone da circo tipicamente anni ’80. FONZIE

Gli do un 7

Risultati immagini per Tunnel drama gif

Kim Sun-Jae (Yoon Hyun-Min), per strane circostanze, si troverà ad investigare al fianco di Kwang Ho. All’inizio è davvero seccante, ma come tutti i personaggi dinamici, cioè che hanno un’evoluzione e una crescita nel corso della storia, non poteva non conquistarmi. Certo il suo atteggiamento costantemente cupo e scontroso male non ha fatto. BRONTOLONE

A lui do un 7.5

Shin Jae-Yi (Lee Yoo-Young) è una giovane professoressa universitaria di Psicologia Criminale. Aiuta Kwanh Ho e Sun Jae a risolvere i casi e definire il profilo dell’assassino. E’ leggermente inquietante come tipo. Occhi spenti fissi nel vuoto, e foto dei corpi martoriati delle vittime appese in cameretta. MERCOLEDI’ ADDAMS

Il mio voto per il suo personaggio è 7

La storia di questo drama, nel momento in cui viene svelata, si manifesta in tutta la sua particolarità. Come la psiche umana possa essere deviata, da cosa o da chi, è qualcosa di affascinante. Alla fine, quando scoprirete cosa si nasconde dietro a tutte queste tristi morti, non potrete che riconoscere che quando la vita si distrae, cadono gli uomini. Purtroppo.

Se avete già visto questo drama leggete il mio post Tunnel: il profilo psicologico-comportamentale del ‘serial killer’. Drama-Spoiler!

 

Come sta Kim Woo Bin? La dichiarazione della sua Agenzia e di Shin Min Ah

Cosa rappresenti Kim Woo Bin per me, è cosa difficile da spiegare. Chi mi legge ogni tanto forse un po’ lo ha capito. E’ stato uno dei primi attori asiatici di cui sia stata fan e ha inciso non poco sulla mia passione per i drama. Lo seguo da quando, in Heirs, quel secondo lead mi ha completamente conquistato contro ogni pronostico. L’ho “inseguito” in ogni suo drama o progetto, ho “scavato” avidamente nella sua vita per sapere di lui tutto quello che potevo. Ora capite bene che quando stamattina mi è capitata sotto mano la notizia della sua malattia mentre leggevo in treno le ultime notizie come faccio ogni mattina, il respiro si è fermato in gola.

Kim Woo Bin

Il messaggio della sua Agenzia recitava pressappòco così:

“Salve, è la Sidus HQ. Questa è una dichiarazione sui problemi di salute di Kim Woo Bin, sapendo che molti di voi si preoccupano per lui.

Negli ultimi giorni Kim Woo Bin, mentre era impegnato in diversi progetti lavorativi, ha avvertito alcune anomalie nel suo stato di salute e per questo si è recato in ospedale per un controllo. Qui gli è stato diagnosticato un cancro nasofaringeo. Fortunatamente, è ancora in fase iniziale, quindi i medici sono ottimisti e lui ha iniziato subito i trattamenti di chemio e radioterapia. Per ora l’intenzione è quella di concentrarsi esclusivamente sulla sua saluteper una ripresa completa e pertanto tutti i suoi lavori saranno momentaneamente sospesi.

Vi chiediamo di essergli vicini ed incoraggiarlo in questo momento difficile. Grazie.”

Il tumore nasofaringeo è raro in Europa, ma molto diffuso nei Paesi del Sud-est Asiatico, del Nord Africa e del Sud della Cina. Inoltre, è più frequente tra gli uomini e meno nelle donne. Sembra in parte dipendere da fattori ambientali, ma anche dal fumo di sigaretta, dall’esposizione ad alcuni virus (virus di Epstein-Barr e forse il papilloma), alcune alterazioni genetiche.

Per fortuna nel caso di Woo Bin, il tumore è ancora nei primi stadi, e perciò sembra ci siano buone probabilità di guarigione. Io auguro a questo ragazzo tutto il bene, e di uscire da questo momento difficile più forte di prima.

Anche Shin Min Ah, fidanzata di Kim Woo Bin dal 2015, ha rilasciato una dichiarazione, affermando di essere stata, in principio, particolarmente scossa dalla notizia. Ora è completamente impegnata ad aiutare il suo compagno a sostenere al meglio il trattamento. Pertanto anche lei si terrà momentaneamente lontana dalle scene.

L’attore Kang Ha Neul ha espresso sul suo profilo Instagram tutto il suo dispiacere per la difficile prova che dovrà superare l’amico, in queste brevi righe:

Il cuore mi fa male … Il mio amico sta attualmente attraversando un momento difficile a causa di una malattia rara. Ho saputo della sua diagnosi in anticipo, ma ora che molti altri lo sanno, scrivo questo post per chiedervi qualcosa di molto importante. Dicono che se hai veramente un buon cuore, i miracoli si avverano. Perciò vi chiedo di incoraggiare il mio amico e stargli vicino. Diciamo sempre di voler andare a bere qualcosa insieme ma, a causa delle nostre vite molto occupate, non sono stato in grado di prendermi cura di lui ed è questo che mi fa più male. Il mio caro amico mantiene il suo umorismo e il suo spirito, nonostante la situazione sfortunata. Spero che sia in grado di andare avanti senza perdere il suo sorriso. Woo Bin, ti voglio bene. Tieni duro. Continua a sorridere.

Mi piace vedere il bicchiere mezzo pieno, e il colore tra le righe bianche e nere, e quindi al “mio oppa” va un grandissimo in bocca al lupo!

Giusto diversi mesi fa su questo stesso blog reclamai a gran voce che l’era di Kim Woo bin “Mai una gioia” avesse presto fine… e ora lo riaffermo con forza e ottimismo.

Non credo che dedicherò altri articoli al suo stato di salute, se non in caso di notizie importanti, perché non voglio “paparazzare” su una cosa così delicata. Quindi da oggi faccio calare il silenzio sul “mio oppa preferito” in attesa del suo trionfante ritorno.

In bocca al lupo Woo Bin. Andrà tutto bene alla fine, perché come diceva John Lennon, se non va bene, non è la fine. 🙂

 

La vera storia del Re Jinheung di Silla e i suoi Hwarang

Il Re Jinheung di Silla altri non è che il Principe senza volto di Hwarang. E questo si è capito.

Il suo personaggio nel drama mi ha dato un po’ sui nervi per la mancanza di polso, perciò ho deciso di scavare un po’ nella storia per verificare se effettivamente questo Re è stato tenuto per così tanto tempo lontano dal suo trono, e soprattutto se è esistita davvero una Regina Madre talmente esaurita.

Re Jinheung di Silla

Orbene, vi informo che Jinheung è stato il 24° Sovrano di Silla, dal 540 d.C. al 576 d.C. e viene ricordato come uno dei più grandi del Regno (meno male va..). A lui si deve un’enorme estensione del territorio di Silla, proprio come promette di fare a Moo Myung nell’ultimo episodio di Hwarang.

Si dice anche che lottò e vinse contro il Re Seong, 26° Sovrano di Baekje presso il fiume Han. E così siamo 2 punti a favore del vero Re Jinheung rispetto alla sua controfigura dramosa.

Jinheung, come si racconta in Hwarang, effettivamente salì al trono molto giovane e per questo per diversi anni la madre agì per conto suo come reggente. Raggiunta, però, l’età adulta, cominciò ad esercitare il potere senza particolari difficoltà o diatribe (almeno per quello che ci dice la storia, ma i panni sporchi si lavano in famiglia quindi chissà..).

Prima che salisse al trono Re Seong, Jinheung adottò una politica di pace con il regno limitrofo di Baekje, con cui si alleò contro il regno nordcoreano di Goguryeo. Il risultato di questo attacco alleato su Goguryeo fu la conquista dei territori intorno al fiume Han che furono divisi egualmente tra Silla e Baekje.
Quando invece salì al trono di Baekje, Re Seong, Jinheung decise di allearsi con Goguryeo e attaccare le stesse terre che aveva precedentemente conquistato. Insomma un po’ una banderuola. Doveva stargli particolarmente antipatico questo Re Seong.

Sentendosi giustamente tradito, Re Seong attaccò Silla nel 554, ma fu catturato in un’imboscata e assassinato insieme a coloro che lo accompagnarono. Il re Jinheung regnò con mano ferma sui nuovi territori conquistati, sottomise tutte le ribellioni e trovò anche il tempo di dedicarsi allo sviluppo della cultura all’interno del suo Regno.

Ora vi chiederete, e in tutto questo dove si colloca la nascita dei Hwarang? Ebbene si colloca nel 576 d.C., quindi sul finire del Regno di Jinheung, quando lui aveva ormai compiuto 51 anni.

Nella tradizione storica coreana “Hwarang” era un titolo onorifico che veniva dato a giovani scelti tra la nobiltà coreana, i quali, anche prima dell’adolescenza, si vedevano orientati a divenire guerrieri.

Jinheung decise di istituire questo nuovo ordine poiché intuì la necessità di creare dei valenti leader sia militari che, successivamente, politici, partendo da una formazione adolescenziale e/o pre-adolescenziale.

Le 5 regole fondamentali che i Hwarang dovevano seguire sono:

  • fedeltà al proprio signore,
  • pietà filiale verso i genitori, propri e degli altri,
  • fiducia e fedeltà tra camerati,
  • mai ritirarsi in battaglia,
  • non uccidere indiscriminatamente.

I Hwarang hanno influenzato non poco la storia coreana e sono stati fonte di ispirazione per la letteratura, il disegno e persino le arti marziali. Ancora oggi in Corea può capitare di imbattersi in manifestazioni tradizionali che si rifanno alle loro gesta.

Certo a noi che abbiamo visto il drama, dispiace un po’ che in realtà il Re Jinheung non ne abbia fatto parte, anzi, secondo le fonti storiche, è morto poco dopo averlo istituito.

Infatti, il caro vecchio Re morì proprio nel 576 dopo 37 anni di conquiste. Salì al trono dopo di lui il suo secondo figlio, il Principe Geumryun (noto come Re Jinji). Tuttavia, dopo appena 3 anni, nel 579, il trono passò al nipote, il Principe Baekjong (poi Re Jinpyeong) per opera di un colpo di Stato orchestrato da Lady Mishil che altro non era che la sorella della consorte di Jinheung.

La tipa viene ricordata in modo controverso nei libri di storia coreana: sembra che sia stata concubina di ben tre Re di Silla, cioè Jinheung, Jinji e Jinpyeong, ma secondo la leggenda era innamorata del primo figlio di Jinheung (il Principe ereditario Dongryun che non si capisce per quale motivo non sia salito al trono, suppongo sia deceduto) e fu capace di convincere un intero Consiglio a rimuovere Re Jinji affermando che il successore scelto dal defunto re fosse, guarda caso, il figlio di Dongryun.

Insomma, non ci sarà stata la Regina Madre psicolabile, ma nella realta c’e stata Lady Mishil che già il nome è tutto un programma.

 

Per approfondimento

La vita del guerriero. Storia dei Hwarang di Silla

Hwarang: sfogliamo all’indietro la storia fino al Regno di Silla

Avete mai sfogliato all’indietro un libro? I fogli che velocemente si rincorrono, fanno volare in alto i capelli e riempiono le narici del bellissimo profumo della carta stampata.

Sul mio blog faccio questo: con i miei articoli metaforicamente sfoglio all’indietro la storia coreana passando dalla Corea del Nord, alla Dinastia Joseon, a quella di Goryeo. E così discorrendo oggi arrivo fino al Regno di Silla.

Silla era uno dei Tre Regni di Corea (gli altri due erano Goguryeo, Baekje) che occuparono la penisola Coreana dal lontano 59 a.C. fino al 935 d.C., anno in cui il futuro Re Taejo di Moon Lovers unificò l’intera penisola sotto la Dinastia Goryeo.

I tre Regni di Corea 576 d.C.

I tre Regni di Corea 576 d.C.

Mi soffermerò oggi solo sul Regno di Silla, perché è qui che si svolge la storia narrata nel drama Hwarang. Questo Regno fu fondato dal Re Park Hyeokgeose (da cui deriva il cognome Park, uno dei più diffusi in Corea). La sua storia, generalmente, viene divisa in tre periodi principali:

  • Inizio (57 a.C.- 654 d.C.)
  • Età Media (654 d.C.-780 d.C.)
  • Tarda Età (780 d.C.-935 d.C.)

Prima della formazione dei tre Regni, la penisola era divisa in tante piccole città-stato che insieme formavano la confederazione di Samhan. All’interno di questa confederazione ne esisteva un’altra che prendeva il nome di Jinhan di cui faceva parte lo Stato minore di Saro-guk.

Saro Guk era un piccolo territorio composto da sei villaggi governati da sei diversi clan, e furono proprio questi 6 villaggi a dar vita tra il 57 a.C. e il 59 a.C. al Regno di Silla. Leggenda vuole che Park Hyeokgeos fosse una creatura divina nata dall’uovo di una Coccatrice, una creatura leggendaria dall’aspetto di un gallo, e all’età di 13 anni, grazie ai suoi poteri divini, sottomise i sei clan di Saro-guk e fu eletto sovrano della nuova città creatasi con il nome di Saro, che solo nel 503 d.C. divenne Silla.

Proprio dalle varie evoluzioni etimoliche di Saro Guk, sembra aver avuto origine la parola seo’ul ovvero città capitale, dando così il nome anche all’attuale capitale della Corea del Sud, anticamente nota invece come Hanseong o Hanyang.

Inizialmente Silla era il meno evoluto dei tre Regni, ma si sa, gli ultimi saranno i primi. Infatti, con il tempo, grazie ad un ben definito assetto politico-militare, nel VI secolo (quindi in Età Media e Tarda Età), sotto il potere del Re Munmu il Grande, iniziò una importante serie di conquiste territoriali che la portarono all’annessione di Baekje nel 660 d.C. e di Goguryeo nel 668 d.C.

In realtà Silla non conquistò tutta Goguryeo, ma solo la parte meridionale, mentre la restante divenne parte integrante della nuova realtà politica di Balhae.

Silla Unificata

Il Regno di Silla risentì molto delle influenze cinesi, infatti nei primi anni era molto forte il Buddhismo, poi intorno al 682 d.C. iniziò a prender piede anche il Confucianesimo. Negli ultimi anni il Regno si indebolì e tornò a frammentarsi, fu allora che il giovane figlio di ricchi commercianti dell’epoca, dotato di grandi capacità militari, non solo riuscì a conquistare tutti i territori che avevano fatto parte della Silla Unificata, ma riuscì addirittura a conquistare i restanti territori di Goguryeo, unificando per la prima volta nella storia, l’intera penisola coreana tra nord e sud.

Era il 918 d.C. e lui era Taejo Wang Geon.

Così finì la storia di Silla e iniziò quella di Goryeo.

Hwarang: l’orabeoni che non ti aspetti. Drama-Spoiler!

Se Hwarang fosse stato girato in Italia, sarebbe stata la storia di una manciata di adolescenti della Scuola Militare Nunziatella di Napoli sotto il Regno delle Due Sicilie. Ebbene sì, perché di questo parliamo quando nominiamo i Hwarang, una Reale Accademia Militare, tra le più antiche del mondo.. e non solo. Se non avete visto questo drama passate a leggere il mio post Hwarang: attenzione “giargiani” in città! perché questo è un drama SPOILER!

Hwarang

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Hwarang: attenzione “giargiana” in città!

Oggi tocca a quello che per me è stato un vero e sentito trattato sull’amicizia, sulla lealtà e sulla fedeltà: Hwarang.

Una dozzina di ragazzi, in una scuola a metà strada tra un’accademia militare e un tempio di Confucio, qualche screzio, molte esperienze condivise e tutte le sfumature dell’amicizia prendono colore. Non vi aspettate scintille, perché non ne fa, ma per passare il tempo è piacevole.

Voglio dare a questo drama un 7

Fonte: Viki.com

Hwarang

La storia, a mio avviso carina e piena di spunti di riflessione, manca però di pathos… un tantino piatta per i miei gusti.

Troppo “Casa nella prateria” e troppo poco “Fast and Furious”.

Non mi sento di darne la colpa alle OST perché mi sono piaciute molto, né tanto meno alla trama che in sé ha del potenziale, quindi non posso che darne la colpa alla regia di alcune scene che potevano essere rese con la stessa emozione del “Domani è un altro giorno” di Rossella O’ Hara e invece hanno avuto la stessa emozione del “Vola mio mini pony” di Cristina D’avena. DISAPPUNTO.

Ma andiamo con ordine!

Hwarang | La trama

La storia è quella di un giovane soprannominato “cane volante” che vive alle porte della capitale con il suo amico Seon Woo.

Seon Woo sogna di ritrovare il padre e la sorella da cui è stato separato da piccolo e per questo decide di avventurarsi nella capitale per cercarli. Ma c’è un piccolo particolare: siamo intorno al 540 d.C. anno, in cui l’odierna Corea era ancora divisa nei tre Regni di Silla, Goguryeo e Baekje, e i due giovani vivono nelle terre del Regno di Silla dove nessuno può entrare nella capitale se non vi risiede. Insomma la classica diatriba capoluogo/provincia. A Milano si direbbe: “Ma dove vogliono andare questi giargiana?”.

Ovviamente Seon Woo se ne infischia altamente e, spinto dall’amico “cane volante”, oltrepassa le mura della città. Da questo momento in poi la loro storia prenderà risvolti inaspettati intrecciandosi con quella della Regina Madre, del Principe e dei giovani Hwarang.

La Regina Madre detiene il potere al posto del figlio, allontanato da Palazzo da piccolo per proteggerlo dai nemici di corte che lo volevano morto. Il Principe, ormai adulto, vaga per le strade della città senza identità e desideroso di tornare al suo posto. I Hwarang sono ragazzi chiamati, per volere della Regina, a creare una sorta di accademia per giovani Generali dove adolescenti scelti, vengono orientati a divenire guerrieri mediante una pesante ed omni-comprensiva preparazione fisica, mentale e spirituale.

Il senso di amicizia, lealtà e fedeltà che si verrà a creare tra i ragazzi e il modo con cui ciò influenzerà le vicende del giovane Principe, di sua madre e del Regno, sono gli ingredienti che rendono piacevole questa storia.

Alla trama do un 7

Hwarang | I personaggi

Il personaggio principale è Moo Myung o “cane volante” (Park Seo Joon). Questo personaggio in molti lo ameranno: coraggioso, intrepido, particolarmente saggio per la sua età e giusto, ma anche per certi versi molto buffo e impacciato nell’imparare cose basilari come a scrivere o leggere o tirar con l’arco! Ha un piccolo difetto: ogni tanto di punto in bianco, sviene come un pero secco. Cose che neanche le principesse disney più leziose. IL BELLO ADDORMENTATO NEL BOSCO.

Il mio voto è 8

Seon Woo (Lee Kwang Soo) è la chiave dell’intera storia. Per cercare la sua famiglia i due entreranno nella capitale e… si salvi chi può. Tutta via il suo ruolo è tanto decisivo quanto… “volatile”. VIA COL VENTO (quando vedrete il drama capirete).

Il mio voto è 7

Ah Ro (Go Ra) è la sorella di Seon Woo. Devo dirvi che Go Ra è un’attrice che mi fa tanta simpatia, la trovo molto umile e ironica, di una semplicità invidiabile, e fino ad ora ho apprezzato tutti i ruoli che ha interpretato, non so se perché fossero tutti carini o perché è carina lei XD. Detto ciò, il suo personaggio è quello di una giovane dottoressa alle prime armi che saprà essere utile quando serve ma anche portatrice di non pochi guai quando potrebbe rispermiarseli  -__-”

Ma la cosa più carina del suo personaggio è che la ragazza, arrotonda il suo stipendio in modo singolare per l’epoca, cioè raccontando storie erotiche! Giuro che ho riso per un quarto d’ora quando ho capito la situazione! Ma come si fa a non amarla!! L’ANTENATA DI MELISSA P

Il mio voto è 8

Ji Dwi (Park Hyung Sik) è il giovane Principe senza volto ( qui la sua vera storia). Devo dire che da un lato non ho apprezzato le sue insicurezza e la sua incapacità di riprendersi il trono e mandare la mamma a farsi una crociera nel Mar Giallo, d’altro lato mi è sembrato un po’ pietoso, senza madre, senza famiglia, senza neanche una casa, a vagare aspettando cosa? Non si sa. DOLCE REMI’.

Il mio voto è 7.2

La Regina Madre (Kim Ji Soo) è particolare assai. Devo essere franca: la signora nel drama è in evidente crisi isterica da menopausa. Urla, strepita, con manie di grandezza si tiene stretto il trono con la stessa aggressività con cui Chiara Ferragni si terrebbe stretta la Birkin di Hermès. Ma figlia mia calmati! Le riconosco profonda stima per aver mantenuto in piedi Silla e il suo trono per 20 anni tutta da sola (e sfido io, mordendo a destra e a manca chi si avvicinava), ma bisogna anche saper riconoscere quando è il momento di uscire di scena con classe… e lei non ne è stata capace per niente. TAGLIAAAATELE LA TESTA.

Il mio voto è 6

Per quanto riguarda le OST le consiglio, perché sono molto carine ma soprattutto, a differenza dei tradizionali drama storici, molto ma molto moderne!! Il contrasto stridente tra scene in costumi d’epoca e musiche più che contemporanee inizialmente mi ha colpito, poi mi ha conquistato, ma non nego il timore che da un momento all’altro si mettessero a ballare Despacito O_O

Se avete già visto questo drama, passate a leggere il mio post Hwarang: l’orabeoni che non ti aspetti.

Da Sungkyunkwan Scandal all’Università più antica di Corea passando per Jongno-gu

Diverso tempo fa ho visto il drama Sungkyunkwan Scandal con Park Min-young (protagonista di City Hunter insieme a Min Ho) e Yoo Ah-in. Questo drama tratta la storia di una giovane ragazza che prende il posto di suo fratello, malaticcio tale da non poter lavorare, al fine di far quadrare i conti della sua famiglia. Dopo varie peripezie si ritroverà a superare il difficilissimo esame di ammissione al Sungkyunkwan, antica e famosa università coreana di età Joseon (se vi interessa al drama diedi un 6.7).

Al che mi sono chiesta: questa università esiste ancora ora? Com’è? E dove si trova?

Sungkyunkwan University

La  Sungkyunkwan University esiste ancora oggi ed è la più antica università della Corea. Fu fondata nel 1398 quando la dinastia Joseon, appena 6 anni dopo la conquista del potere, stabilizzò la sua forza con il Re Tegio di Joseon Yi Seong-gye. Questa università fu istituita per offrire preghiere e rituali a Confucio e promuovere lo studio del canone confuciano su cui si basa ancora oggi. Fu localizzata all’interno delle mura della capitale Hanseong, oggi Seoul, citta che consolidò il suo potere diventando quella che conosciamo anche grazie a questo istituto.

Durante l’annessione al Giappone, Sungkyunkwan (SKKU) non passò un bel periodo: prima lasciata al degrado e poi chiusa per affermare le università imperiali di origine nipponica. Si sa, quando si conquista un popolo, per farlo davvero proprio devi controllarne le scuole e l’istruzione. In seguito alla liberazione della Corea con la fine della seconda guerra mondiale, Sungkyunkwan fu riaperta inizialmente come collegio militare dell’esercito degli Stati Uniti in Corea. SKKU ha svolto un ruolo importante nell’evoluzione dell’istruzione e ha mantenuto in vita anche l’etica tradizionale nella società coreana. Nel 1946, le iscrizioni erano solo 155. Oggi ammontano a 130.000 e dal 1996 è gestita dalla Samsung.

Ancora oggi Sungkyunkwan è un istituto particolare, divulgatore di una conoscenza basata principalmente sui principi umani di benevolenza, giustizia, etica e saggezza. Gli studenti per laurearsi devono passare non solo tutti gli esami con tesi ma anche un test internazionale di lingue straniere, un test professionale di scienze dell’informazione e soprattutto un test etico-sociale tramite il corso di Confucianesimo.

Il motto della SKKU, “Umanità, giustizia, etica e sapienza” (仁, 義, 禮, 智), riflette lo spirito di base del confucianesimo. Queste quattro virtù cardinali esprimono i quattro elementi dell’umanità: spirito, azione, coscienza e intelletto.

L’umanità dimora nel cuore che ama, la giustizia dimora nel cuore che sa correttamente discernere il male, l’etica e la sapienza dimorano nel cuore che conosce la perseveranza e la saggezza.

In pratica, la filosofia confuciana si basa sull’idea che nell’uomo ci sia un’innata bontà, che però deve comunque essere risvegliata e nutrita. Questi quattro principi sono i capisaldi della filosofia educativa della SKKU!

Che cosa affascinante, non vi pare?

Per noi stranieri è previsto un semestre estivo internazionale a cui iscriversi che sembra riscuotere un enorme successo, basti pensare che nel 2013 vi hanno partecipato più di 1727 studenti da 34 Paesi diversi! Quindi chi è interessato, si faccia sotto. Qui il sito dell’università.

Oggi l’università ha due campus: il Campus di Scienze Umane e Sociali a Seul e il Campus di Scienze Naturali a Suwon. Ha anche una delle migliori scuole mediche della Corea del Sud, che è affiliata con il famoso Samsung Medical Center. Negli ultimi anni, il suo prestigio è cresciuto talmente da posizionarsi tra le prime 3 università del Paese e tra le prime 100 nel Mondo.

Il Campus di Scienze Umane e Sociali si trova nel cuore di Seoul, nel quartiere Jongno-gu presso il vecchio istituto confuciano di Sungkyunkwan, poco distante dai palazzi di età Joseon Changdeokgung e Changgyeonggung, su una collina che si affaccia sul Santuario Reale di Jongmyo, che è stato proclamato Patrimonio Nazionale. Per chi si trova a Seul consiglierei una bella visita (considerate che io sono una tipa che nel mio itinerario di viaggio negli Stati Uniti ho inserito tutti i campus più famosi, da Harward a Yale…). La stazione della metropolitana più vicina è quella di Hyehwa sulla linea 4 della metropolitana di Seoul.

Il Campus di Scienze Naturali a Suwon è stato invece istituito nel 1978. Questo campus, resosi necessario a seguito della discreta crescita degli iscritti, è situato a 45 km da Seoul, su un sito di 250 ettari nel nord di Suwon. Suwon conserva la bellezza tradizionale dell’epoca di Joseon, ma anche l’essenza dell’età moderna essendo in primis punto di incontro tra l’istruzione e le imprese, grazie alla sua vicinanza a grandi complessi industriali.

Ma il tour tra età Joseon ed età moderna non finisce mica qua! Sungkyunkwan si trova nel quartiere Jongno-gu di Seul, e questo non può che essere un’occasione imperdibile per inserire questo bel posticino nel nostro itinerario di viaggio!

Jongno ha una particolarità unica: è al tempo stesso la moderna downtown e l’antico centro storico di Seul, a due passi da tutte le principali attrazioni della città. In questo quartiere c’è un luogo amatissimo dai più, perché capace di mantenere viva la natura in un paesaggio ormai così modificato dalla civiltà: è Cheonggyecheon Stream. Non provate d’improvviso la voglia di passeggiare sulle rive di questo fiume con la vostra dolce metà o gli amici di sempre? Io assolutamente sì! Anche perché sembra che il fiume si riempia di giovani dopo il tramonto. Movida a go go.

Come se non bastasse, la zona, oltre ai due famosi Palazzi di età Joseon, è famosa per giardini e ampi spazi verdi risalenti alla stessa età nonché per il Gwangjang Market, uno dei mercati più vecchi di Corea, che incarna perfettamente l’anima più antica di questo Paese, dove ritrovare tutti i colori e sapori più tradizionali della Corea (qui si possono comprare bellissimi hanbok, vestiti tipici coreani). E ancora poco distante, si può far visita al tempio Jogyesa a cui fa capo l’ordine Jogye del Buddismo Coreano, meta di tantissimi fedeli e pellegrini.

 

Jongno

Gwangjang Market

Tempio Jogyesa

Ebbene sì ragazzi, dopo questa bella ricerca tra storia e modernità, ho deciso di allungare ancora un po’ la mia lista di cose da visitare nel mondo, e voi? 😜

 

Fonte Foto Jongno-gu: Airbnb

Kim Woo Bin e Shin Min Ah avvistati a cenare “core a core” ❤

Quest’oggi voglio fare una paparazzata e aggiornarvi su interessantissime informazioni che giungono direttamente dall’Oriente.

Gossip ragazze. Gossip puro.

Il pettegolezzo parte da Apai, blog tailandese sulla vita di un giovane ragazzo a Seul! Si dà il caso che il tizio in questione stesse girovagando allegramente con la sua ciurma di amici per le strade di Seul quando, a sera, decide ci cenare a Parc Seoul, caruccio ristorantino della capitale sudcoreana.

Ok. La banda di viandanti entra, si accomoda e ordina tutto il menù come se non dovesse esserci un domani. Poi nel bel mezzo dell’abbuffata ecco che nota un tipo familiare in fondo alla sala, che se si fosse trovato a Roma la reazione sarebbe stata pressapoco questa: “Ohibò, quel pischello mi pare di conoscerlo!”.

E il pischello altro non era che Kim Woo Bin! E mica solo, ma con la sua dolce metà Shin Min Ah. Ora, ammetto che ancora non ho completamente realizzato ed accettato la capitolazione dello stangone coreano (pur essendo Min Ah molto carina e dolce), però riconosco che incontrali insieme che banchettano fa il suo effetto.

Il blogger quindi cosa fa? Si catapulta dal proprietario del ristorante in preda a crisi di panico e chiede di potersi avvicinare all’attore per un autografo o ancora meglio una foto! Ma il ristoratore purtroppo i drama non li vede oppure ha meno empatia di un ufficiale nazista, così gentilmente gli fa notare che anche le star sono persone normali e che hanno diritto alla loro vita privata e a non essere infastiditi fuori dal lavoro. Quindi disturbare i piccioncini mentre stanno amorevolmente mangiucchiando, non è contemplato.

Risultati immagini per seccato gif

Quindi Apai fa quello che chiunque essere umano di buon senso e spiccata praticità avrebbe fatto: fotografia da paparazzo della peggior specie!

Ora, io non sono a Seoul, ma dato che so che molti che mi leggono ci vivono o ci studiano o si trovano lì per stalkerare qualche attore figo, voglio segnalarvi questo interessante ristorante: sapete com’è! A volte ritornano!

Parc Seoul si trova al 743-1 di HANNAM DONG, YONGSAN GU, a SEOUL. Qui potete trovarlo sulla mappa e quindi raggiungerlo con il cellulare 😈

Dato che vi voglio bene, vi riporto altre informazioni per lo stalkeraggio, e cioè il sito del ristorante, il canale instagram e la pagina facebook.

Buona caccia 😉 !

 

Fonte: Apai