Da Doctor Stranger alla Corea del Nord: la prima dinastia comunista della storia.

Doctor Stranger è un kdrama che affronta una tematica molto dolorosa per la Corea e, per alcuni aspetti, preoccupante per il Mondo intero: la vita nella isolata e misteriosa Corea del Nord.

Le testimonianze  e le informazioni che abbiamo su questo Paese sono limitate, ma sicuramente inquietanti. In questo post vorrei parlare non tanto della Corea del Nord oggi, ma della sua storia passata, di come è nata e di come sia arrivata ad essere com’è.

Conosciamo un altro piccolo pezzo della storia coreana ❤

Corea del Nord

La Corea, come sappiamo, non è stata sempre divisa. Nel 918 d.C. grazie a Taejo Wang Geon, l’intera penisola fu unificata in un unico Regno sotto la dinastia Goryeo. Altri non era che il padre di Wang So di Moon Lovers. Goryeo sopravvisse  fino al 1392 quando iniziò la dinastia Joseon, terminata poi nel 1897 con la nascita dell’Impero coreano. Quest’ultimo duró poco, fino al 1910 quando ci fu l’annessione al Giappone. Tuttavia proprio quando nel 1945 il Giappone uscì sconfitto dalla seconda Guerra Mondiale, inizia la storia che oggi ci interessa.

Dal lontano Re Taejo fino al 1945, la Corea è stata sempre una, poi la fine dell’incubo nazista e l’inizio della Guerra fredda hanno cambiato le carte in tavola. Come spesso si dimentica, il nemico nazista non è stato sconfitto solo dalle forze statunitensi, ma anche da un decisivo aiuto dell’Armata Rossa. Anzi proprio grazie a questa fu possibile lo sbarco in Normandia che diede il via alla liberazione dell’Europa e del Mondo intero. Gli americani purtroppo svantaggiati dal loro arrivare per mare (che li rendeva facilmente visibili), dovettero affidarsi all’Armata Rossa che giungendo da terra, riuscì più facilmente ad accerchiare e immobilizzare l’esercito nazista permettendo lo sbarco.

Ma nella vita non si fa nulla per nulla, e la storia ci insegna che con due capi, un regno non va avanti.

Il primo esempio fu la Germania che, proprio per questo, fu divisa nella Repubblica Democratica Tedesca di occupazione russa e nella Repubblica Federale di Germania sotto l’egemonia dei Paesi della NATO.

Ora perché vi racconto questo? Ve lo racconto perché la seconda guerra mondiale, lo dice stesso il nome, non riguardò mica solo l’Occidente! Anche l’Oriente se l’è vista sporca sotto la tirannia del Giappone filo-nazista. Quando nel ’45 i nazisti persero la guerra, anche il Giappone perse le sue “conquiste” tra cui appunto la Corea.

Ma facciamo un passo indietro. Come in ogni Paese in guerra, anche nella Corea occupata dal Giappone Nazista, si creò un movimento rivoluzionario di resistenza che prese il nome di Esercito Rivoluzionario Popolare Coreano (ERPC). A capo di questo esercito c’era Kim Il Sung, politico di ideologia comunista.

Kim Il Sung

Kim Il-sung nacque come Kim Sŏng-ju, nel villaggio di Mangyongdae, nei pressi di Pyongyang, sotto occupazione dell’Impero giapponese. La sua famiglia era molto attiva nell’opposizione ai nazisti e per questo nel 1920 dovettero fuggire in Cina (cosa che oggi cercano di fare tanti nordcoreni, scherzi del destino!) Kim ben presto divenne membro dell’Esercito Unito Anti-giapponese del Nord-est, un gruppo guerrigliero guidato dal Partito Comunista Cinese.

Nel 1941 con l’avanzare del potere nazista e quindi anche di quello giapponese, Kim Il Sung dovette abbandonare la Cina e recarsi in Russia dove divenne Capitano dell’Armata Rossa. Nel 1945 tolti di mezzo i nazisti, anche in Corea come in Germania, i due grandi vincitori si “divisero le tozze” creando una zona di occupazione sovietica (a nord del 38º parallelo) che la Russia lasciò nelle mani di Kim Il sung, e una zona di occupazione statunitense (a sud del 38º parallelo).

Quindi Kim Il Sung ritornò in Corea da vincitore e venne messo a capo del Partito comunista che aveva lo scopo di coordinare i comunisti coreani della zona. Tuttavia la sede operativa del partito era a Seul, zona occupata dagli americani. Iniziarono i primi contrasti.

Inizialmente non si voleva di certo dividere la Corea, ma di fatto la convivenza non reggeva, così nel 1948, persa la speranza di riunificare pacificamente la penisola, nacquero la Repubblica popolare democratica di Corea (Corea del Nord) e la Repubblica di Corea (Corea del Sud).

Kim Il Sung è ricordato per aver a poco a poco introdotto un vero e proprio culto della sua persona, addirittura più accentuato di quello di Mao Zedong in Cina: la Corea del Nord, tutt’ora, si riferisce a lui come “grande leader” e “presidente eterno” della nazione.

Nel giugno 1950 scoppiò un altro fattaccio! La Repubblica Popolare Democratica di Corea (Corea del Nord), a seguito di continui scontri di frontiera, lanciò un attacco contro la Repubblica di Corea (Corea del Sud) con l’intenzione di riunificare il Paese. All’epoca, essendo la guerra fredda in pieno svolgimento, si pensò che dietro questa mossa ci fosse lo zampino di Stalin, ma oggi si è più propensi a pensare che la scelta sia stata presa da Kim di sua iniziativa e che la Russia e la Cina dovettero acconsentire con non poca riluttanza.

Scoppiò la guerra di Corea.

Le forze nordcoreane occuparono Seul e gran parte del Sud, ma vennero ben presto respinte dalle forze delle Nazioni Unite, guidate dagli Stati Uniti che riuscirono addirittura ad occupare Pyongyang e far scappare Kim in Cina. La pacchia durò poco. Ben preso scese in campo anche la Cina che riconquistò Pyongyang e rioccupò Seul nel 1951. Gli Stati Uniti non rimasero a guardare: ripresero Seul ma poco potettero contro la Corea del Nord appoggiata da Pechino, così il fronte si stabilizzò lungo quella che alla fine sarebbe diventata la “linea di armistizio” permanente del 1953.

Non ci fu mai un Trattato di Pace. La Corea ancora oggi vive in precario equilibrio.

A partire dagli anni ottanta sulla parte posteriore del collo di Kim cominciò a svilupparsi un deposito di calcio delle dimensioni di un pugno. Per questo fotografie e filmati, da quel momento in poi, vennero fatti con un’angolatura tale da riuscire a nasconderla. Non si sa se questa “escrescenza” abbia a che fare con la sua morte ma questo evento rende una cosa certa: i media nordcoreani sono purtroppo tra i più controllati al mondo. Essi avrebbero di fatto la sola funzione di portavoce del governo e l’ascoltare canali televisivi stranieri comporterebbe la condanna a morte. Il governo nordcoreano possiede inoltre dei siti internet attraverso i quali fa propaganda sul proprio conto e un’emittente radiofonica, la Voce di Corea, che si focalizzata sull’esaltazione della gloria del Paese.

Alla morte di Kim nel 1994, il potere è passato al suo primogenito Kim Jong Il, mentre l’altro figlio fu “bandito” dal Paese e mandato come ambasciatore in Polonia, dove è ancora oggi. Secondo Hwang Jang-yop (un politico nordcoreano in esilio volontario a Seul) Kim Jong Il ha reso la Corea del Nord ancora più centralizzata e autoritaria di quanto non fosse in precedenza, esigendo unità e obbedienza assoluta.

Kim Jong Il

Alla sua misteriosa morte nel 2011, gli è succeduto Kim Jong Un, paradossalmente il più giovane dei figli, per motivi ovviamente non rivelati a noi poveri mortali.

Queste le parole di Duncan MacLaren, direttore della Caritas internazionale: «La Corea del Nord è il Paese più isolato del mondo, oltre alla carestia dilagante, sono rimasto terrorizzato dalla strumentazione tecnica negli ospedali: andrebbe bene per un museo del passato e non per curare la gente oggi. Ho visto la disperazione vivente e comprendo le ragioni che hanno spinto altre associazioni umanitarie come Medici senza frontiere e Action contre la faim ad abbandonare questa nazione; purtroppo l’Occidente tace, forse perché non sa o non vuole sapere per vergogna, ma il popolo nordcoreano sta subendo un dramma umano di una gravità non classificabile.»

 

Per approfondire l’argomento qui.

Bring it on, Ghost: vedo la gente morta. Drama-Spoiler!

Bring it on, Ghost è un kdrama davvero ben fatto, che unisce insieme un po’ di The ring e un po’ di The grudge e chi più ne ha più ne metta.

Chi non l’ha ancora visto, legga il mio post Bring it on, Ghost è il mio drama consiglio di aprile! perché questo è un drama SPOILER!

Bring it on, Ghost!

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Bring it on, Ghost! è il mio drama consiglio di aprile!

Come si dice? Aprile dolce dormire? Eh bè, per chi ha visto Bring it on, Ghost non penso proprio! Fantasmi sfigurati, occhi sanguinanti e movimenti innaturali di tutte le articolazioni… ragazzi miei, se amate le storie di fantasmi non potete perdervi questo carinissimo kdrama.

Il mio voto è 7.7

Fonte: Viki.com

Bring it on, Ghost!

Chi mi ha spinto a vedere Bring it on, Ghost è lei: Kim So-hyun.

Ho conosciuto quest’attrice in The Moon Embracing the Sun (drama meraviglioso che stra-consiglio!!), dove interpretava una parte un po’ antipatica, lo riconosco. Il fatto però che una ragazzina così giovane fosse così brava a recitare, non era cosa da poco. Da lì ho iniziato a vedere anche altri suoi lavori come School 2015, anche molto carino, e Page Turner.

Ora, rendiamoci conto che questa ragazza ha solo 17 anni! Ripeto 17 anni! Io sono allibita. Lei e Kim Yoo Jung (anche lei 17enne, attrice di Moonlight drawn by clouds  e bellissima e dolcissima protagonista in The Moon embracing the Sun) per me sono le ragazze prodigio della Corea per eccellenza.

Detto ciò, l’estate scorsa esce questo drama con So Hyun e io da subito ho pensato: “Devo vederlo!”. Ci ho messo un po’ per trovare il tempo, ma eccomi qua, e complice la mia passione per l’horror, fantasmi, spettri e soprannaturale di ogni tipo, questo Bring it on, Ghost non poteva che essere il mio consiglio del mese.

Bring it on, Ghost | La trama

Park Bong-Pal è uno studente universitario, un po’ solitario e misterioso. Dietro la sua apparente ben poca socievolezza, si nasconde però un segreto: Bong Pal può vedere i fantasmi. Li vede per strada, seduti ai tavolini del bar, sulle altalene, in metro. 

E qui mi va subito la mente al film Il sesto senso è già sono felice 🙂

Giustamente per arrotondare, uno studente che vede i fantasmi, cosa può fare? L’acchiappa fantasmi! Un giorno, lavorando, incontra lo spettro di una studentessa in divisa scolastica ed è subito scontro! Ma ben presto si renderà conto che questo spettro è diverso dagli altri: non ha memoria, e vuole disperatamente scoprire chi era, dove viveva… ma soprattutto perché è morta. Lei è Hyun-Ji.

Alla trama do un 8

Bring it on, Ghost | I personaggi

Park Bong-Pal (TaecYeon), è chiuso, riservato, solitario. La sua è stata un’infanzia difficile, emarginato da tutti gli altri bambini perché vedeva “cose strane”, crescendo inizierà lui stesso ad emarginare gli altri e a tenerli lontani. Non ha bisogno di chi, quando era piccolo e solo, non ha saputo stargli vicino. 

Il mio voto è 7.5

Hyun-Ji (Kim So-hyun) è un fantasma di una ragazza all’ultimo anno di liceo. La sua gioia e solarità sono in continua lotta con la tristezza che si cela dietro il suo destino. Molto spesso lo spettatore se ne dimentica perché il drama alterna momenti horror a siparietti davvero esilaranti, e la coppia Hyun Ji – Bong Pal è simpaticissima e ben affiatata nella lotta contro i fantasmi. Hyun Ji mi è piaciuta tanto. Così sorridente e ricca dei colori propri della sua età, alla continua ricerca di un vestitino nuovo o di un buon piatto di kimchi. Il suo personaggi non si piange mai addosso, non si abbandona mai alla tristezza, se non in rarissimi casi. Eppure non dimentichiamoci che in lei si nasconde un triste destino: è pur sempre un fantasma di una ragazza morta troppo giovane.

Il mio voto è 8

Monk Myung-Chul (Kim Sang-Ho) è il monaco che veglia su Bong Pal da quando lui era un bambino. Io adoro questo ahjussi, ora posso dirlo dopo averlo visto in diversi drama. L’ho amato in City Hunter e qui ancora di più! Solo in Doctor stranger davvero mi è parso così viscido -.-”’

Il mio voto è 7.5

Occhio alle ost, carine e a volte cantate della stessa Kim So-hyun.

La storia che si cela dietro questi ragazzi è davvero interessante e snocciolata molto bene nell’arco delle puntate. Viene svelata a poco a poco senza fretta e con una piacevole cura per i dettagli.  Se deciderete di guardarlo non ne resterete delusi, se già lo avete visto leggete, invece, il mio post Bring it on, Ghost: vedo la gente morta.

City Hunter: potere della giustizia vieni a me!

City Hunter mi mancava, e ora che l’ho finito posso dire che tra i drama di Min Ho, questo è quello in cui mi è piaciuto di più. Non me ne vogliate, ma Min Ho non rientra esattamente tra i miei attori preferiti. Sia fisicamente che professionalmente non mi ha mai conquistato del tutto… fino ad ora.

Non è che sia diventato il mio attore preferito, però lo apprezzo di più e lo trovo anche leggermente più affascinante (scusate ma in Boys over flowers non si può proprio guardare -.-‘ ).

Dunque se amate questo giovanotto coreano, non potete non guardare City Hunter che gli rende piena giustizia.

Il voto che do a questo drama è 7.5

Fonte: viki.com

City Hunter

City Hunter | La trama

La storia è presto detta. Riprende l’omonimo manga di Tsukasa Hōjō ma è completamente reinventata. City Hunter è il classico paladino della giustizia metropolitano che operando nell’ombra e per vie non tanto legali, riesce lì dove la legge ha le mani legate. Il caro Min Ho si troverà a vestire questi panni inizialmente per vendicare la morte del padre, guardia della Casa Blu, e dei suoi uomini, ma ben presto il desiderio di giustizia ed equità prenderà il sopravvento portando City Hunter a diventare la Sailor Moon di noialtri. Nell’intreccio narrativo fa capolino anche il delicato sentimento che timidamente prenderà posto nel cuore del City Hunter per una guardia del corpo del Presidente della Corea del Sud.

Azione, suspance e colpi di scena.

Alla trama do un 7

City Hunter | I personaggi

Lee Yoon-sung (Lee Min Ho), è un ragazzino cresciuto seguendo un addestramento durissimo e spietato al fine di diventare una vera e propria macchina da guerra. Una volta diventato adulto, inizierà a lavorare nel team informatico della Casa Blu per mettere in atto la sua vendetta. Ho apprezzato tantissimo il suo personaggio, un genio dei computer e della lotta, con grande senso di giustizia che lo porterà a non pochi scontri con il padre che lo ha cresciuto addestrandolo severamente. La sua idea di vendetta consiste nel catturare chi ha causato la morte del padre e consegnarlo alla giustizia da vero city hunter. Inoltre, come ho detto prima, questo è il primo personaggio interpretato da Min Ho che apprezzo davvero. Sia in Boys over Flowers che Heirs (dove addirittura tifavo per Kim Woo Bin) e in The Legend of the Blue Sea, non mi ha mai convinto del tutto. Invece il suo personaggio in questo drama è così bello da farmi cogliere finalmente il fascino tanto chiacchierato di questo attore.

Il mio voto è 8

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Kim Na-na (Park Min-young), è una guardia del corpo della Casa Blu, esperta di judo. La sua vita si intreccerà, o per meglio dire scontrerà inspiegabilmente con quella del City Hunter. Lei a difesa del potere e lui a smascherarne la corruzione. Na Na è una ragazza solare e molto ma molto forte nella lotta. Essendo un personaggio tutt’altro da difendere, mi è piaciuto alquanto. Apprezzo sempre i personaggi femminili forti (non posso non ricordare la splendida Suzy in Gu Family Book) e in più ho amato il modo in cui le sue motivazioni verranno a “confondersi” con quelle di Yoo Sung. Vedere per credere.

Il mio voto è 7.8

Kim Young-joo (Lee Joon-hyuk), è l’affascinante procuratore del distretto di Seul. City Hunter consegnerà a lui le prove e gli uomini che riuscirà a catturare (con mezzi tutt’altro che illegali) diventandone il suo vero antagonista. Young Joo cercherà in tutti i modi di scoprire l’identità del City Hunter per dimostrare che il fine non giustifica i mezzi!

Il mio voto per questo personaggi è 7

Lee Jin-pyo (Kim Sang-joong), è il padre adottivo di Yoon Sung. Il suo è un personaggio inquietante è dir poco. Accecato dalla vendetta per i suoi compagni ingiustamente uccisi 20 anni prima, crescerà Yoon Sung con severità e freddezza. Il suo intento è trasformarlo in una vera e propria  macchina da guerra da scagliare contro i suoi nemici, ma non ha fatto i conti con la morale che in Yoon Sung è ben presente, per fortuna.

Il mio voto è 7

Bae Man-duk/Bae Shik-joong (Kim Sang-Ho), è un giocatore d’azzardo e un ottimo cuoco. Yoon Sung gli salverà la vita in Thailandia e lui ne sarà perciò sempre fedele. Il suo personaggio è simpaticissimo. Passa le sue giornate a fare shopping online per la casa ma non si tira indietro davanti a missioni difficili e rischiose. Il suo rapporto mamma/governante con Yoon Sung è esilarante.

Gli do un bel 7

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Questo drama è presente su viki quindi non sarà un problema per chiunque voglia iniziarlo!

City Hunter | Consigli per gli acquisti

Se avete già visto il drama e lo avete amato ecco due gadget economici e molto carini:

Doctor Stranger: fuga dal Paese più isolato del Mondo. Drama-Spoiler!

Non amo lasciare le cose inconcluse, quindi la mia soddisfazione nell’aver finito un drama che avevo, ahimè, abbandonato, è stata notevole. Doctor Stranger è stata l’ennesima prova che le cose non vanno mai giudicate troppo velocemente. Se ancora non lo avete visto leggete il mio post Doctor Stranger: l’importanza della libertà perché questo è un drama SPOILER!

Doctor Stranger

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Doctor Stranger: un Inno alla libertà straordinariamente attuale

La mia storia con Doctor Stranger è stata piena di alti e bassi in un arco temporale di almeno un anno e mezzo. La prima volta decisi di vederlo per Lee Jong Suk, che è un attore di cui apprezzo tantissimo le qualità recitative, l’espressività e la solarità. In più, non nego che il fatto che il drama parlasse della Corea del Nord, ha risvegliato la mia curiosità storica. Eppure quando la prima volta iniziai a vedere Doctor Stranger, mi sono fermata dopo le prime due puntate. Queste sono state così ricche di eventi forti che mi hanno portato all’impossibilità di proseguirne la visione (considerate che io sono anche una tipa che legge mille libri sull’olocausto ma difficilmente vede un film al riguardo!).

Dal momento in cui l’ho abbandonato a quando l’ho ripreso (la settimana scorsa), è passato più di un anno. Per evitare la fastidiosa possibilità di bloccarne di nuovo la visione, ho deciso di ripartire direttamente da dove mi ero fermata, quindi il terzo episodio, fregandomene allegramente di ciò che ricordavo e ciò che non ricordavo più della storia.

Questa volta, come si sarà capito, l’ho finito, trovandolo meno traumatico di quello che le prima puntate mi avevano fatto temere e piacendomi anche in modo discreto.

Il mio voto è 7

Fonte: viki.com

Doctor Stranger

Doctor Stranger | La trama

Doctor Stranger parla di un bambino, Park Hoo, che un giorno di ritorno da scuola, non trova più il padre, medico dalle grandi capacità, con cui viveva da solo. Ad aspettarlo trova, invece, losche figure in giacca e cravatta che lo porteranno via. Il ragazzo li segue con fiducia, credendo che lo porteranno dal padre. In effetti così sarà, ma purtroppo il padre era stato precedentemente portato con la forza in Nord Corea, per una delicata operazione al Leader della suddetta Repubblica Popolare.

La particolare situazione della Corea del Nord è ben nota, e difatti, ad operazione conclusa, Park Hoo e suo padre, Park Chul, non riusciranno più a tornare a casa (nessuno può uscire o entrare in Nord Corea senza apposita autorizzazione).

Così Park Hoon crescerà in un Paese fatto di campi di concentramento e severe restrizioni, dove è vietato ascoltare musica e l’unico canale in tv è di esclusiva propaganda governativa. Qui conoscerà Song Jae Hee e si innamorerà come succede a tutti i suoi coetanei in ogni parte del mondo. Le loro vite saranno segnate da importanti perdite e da svariati tentativi di fuga. Dopo non poche peripezie, Park Hoon riuscirà a scappare e rifugiarsi a Seul, dove inizierà a lavorare come medico al Myungwoo University Hospital e conoscerà la figlia del Presidente dell’ospedale, Oh Soo-Hyun, e il promettente chirurgo Han Jae-Joon. Tuttavia Park Hoon non smetterà mai di cercare Jae Hee per portarla in salvo.

La storia è per alcuni versi struggente, ma non sempre e non in tutte le puntate. La vita di Park Hoon a Seul con i suoi nuovi compagni è molto piacevole e anche divertente. Per questo e tanti altri svariati motivi, questo drama mi è sembrato un vero inno alla libertà. Per noi cresciuti in un Paese libero è quasi una cosa scontata, ma non dovremmo mai dimenticare che non lo è affatto: non lo è per tanti altri Paesi al Mondo e non lo è stato neanche per chi ha vissuto nella nostra Nazione prima di noi. La forza, la speranza e la caparbietà con cui Park Hoon e Jae Hee hanno lottato per la libertà, è stato profondamente toccante.

Alla trama do un 7

Doctor Stranger | I personaggi

Park Hoon (Lee Jong Suk) è il protagonista del drama a tutti gli effetti. Indipendentemente dalla storia narrata, credo che questo sia il personaggio interpretato da Jong Suk che mi sia piaciuto di più. Park Hoo è proprio un doctor stranger: arrogante, ironico e autoironico e molto umano. Nonostante le sue disavventure, è un personaggio che riesce ad affrontare ogni situazione con solarità, le sue capacità da medico sono ineguagliabili e la sua sicurezza affascinerebbe chiunque. Canticchia nei corridoi, si siede a gambe incrociate sulle scrivanie dei suoi superiori, capisce le problematiche dei suoi pazienti solo toccandoli e va girando con jeans stracciati e capelli improbabili.

Il mio voto è 8

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Song Jae Hee (Jin Se Yun) è il primo amore di Park Hoo, la fidanzata nord coreana che lui cercherà in tutti i modi di salvare. Lo dirò schiettamente: a me il suo personaggio non è piaciuto. Non so, è una questione di sensazioni: non mi ha conquistato. E’ una ragazza vittima del Partito, che come Park Hoo cerca solo di fuggire ed essere felice, però l’ho trovata un po’ arida e soprattutto, fonte di tanti guai!

Il mio voto è 6

Oh Soo-Hyun (Kang So Ra) è la figlia del Presidente del Myungwoo University Hospital. Ho provato simpatia per lei. Un medico ancora un po’ inesperto, ma con tanta voglia di imparare e soprattutto una donna buona, di sani principi e di cuore.

Il mio voto è 7

Han Jae-Joon (Park Hae Jin) è il promettente chirurgo del Myungwoo. Il suo personaggio è diametralmente opposto a quello di Park Hoo. Serio, molto convenzionale e diligente. Le sue capacità da chirurgo lo rendono l’unico capace di competere con Park Hoo. L’attore è lo stesso di Cheese in the trap e ho notato diverse affinità tra i personaggi da lui interpretati in questi due drama. Entrambi misteriosi, un po’ sinistri: è un tipo di ruolo che a Park Hae Jin calza bene.

Il mio voto è 7

Doctor Stranger | Cosa non mi è piaciuto e cosa sì

Di questo drama non ho apprezzato il modo, a mio parere alquanto approssimativo, di gestire le scene delle operazioni chirurgiche. Le ho trovate un po’ arronzate e campate per aria, tuttavia mi ha conquistato la scelta della colonna sonora, una canzone pop di Bobby Kim dal sapore molto retrò, adatta a richiamare il ritardo temporale in cui è purtroppo chiusa la Corea del Nord, Paese in cui ancora circolano le cassette e le gonne sotto il ginocchio.

Doctor Stranger | Consigli per lo shopping

Per approfondire la questione nord coreana consiglio la lettura del libro Dossier Corea. Viaggio nel Paese più isolato del Mondo, scritto da un reporter che è riuscito ad entrare in Corea del Nord come turista (in questo Paese è vietato l’ingresso di giornalisti stranieri).

Voi cosa mi dite? Avete già visto questo drama? Allora leggete il mio drama spoiler Doctor Stranger: fuga del Paese più isolato del Mondo.